TECNICHE DI SEDUZIONE: LA PESCA

 

Il pescatore, se non attacca all’amo l’esca che piace ai pesciolini, resterà sullo scoglio senza che abbocchi mai nulla.
” (Petronio, Satyricon)

Partiamo dai tre elementi fondamentali della trama: il pescatore, i pesciolini e l’esca.

1. Chi è il pescatore?

Noi. Cioè chiunque voglia cuccare durante una serata. Non ha nessuna importanza se siamo uomini, donne, animali, vegetali, minerali, purché si sia abili pescatori di anime e di cuori. E di pesci, ovviamente.

2. Chi sono i pesciolini?

Le prede. Cioè chiunque sia sulla piazza, disponibile e predisposto alla cattura, e che vogliamo far rientrare nel nostro piano di conquista per un invito a cena, un numero di telefono, un complimento, una scopata.

3. Che cos’è un’esca?

Un’esca è uno specchietto per le allodole, un gingillo succulento che faccia cascare la preda nella trappola. Può essere una schiena nuda, uno sguardo, una battuta, un gesto sfoderato al momento giusto… Nella fattispecie, è un particolare che attira l’attenzione, qualcosa che ci distingua dalla massa e che dia nell’occhio.

Il mare è grande e pieno di pesci. Questo vuol dire che ci sono tanti altri pescatori, magari anche più esperti di noi, e che il pesce potrebbe abboccare a un altro amo buttato abilmente. E noi non vogliamo restare a bocca asciutta, giusto? Noi vogliamo i pesci più grossi e più buoni; riempircene ben bene le tasche e la pancia. Quindi, ricordatevi che il mondo è un’arena piena di squali affamati: la gente esce quasi esclusivamente per andare a pescare. Dobbiamo quindi attuare un piano mirato che si divida in due fasi: quella preliminare (la scelta dell’esca) e quella sul campo (il lancio dell’amo).

1) LA SCELTA DELL’ESCA.

L’esca su cui dobbiamo puntare è quella che passa per gli occhi, perché attrae pesci a lunga distanza: il nostro aspetto fisico è il nostro biglietto da visita e da vista. Si può anche tentare una strategia basata sulle armi di seduzione verbale, ma in quel caso bisognerà circoscrivere l’area e avvicinarsi: cosa non sempre possibile e comunque non immediata. Non facciamone dunque una questione di principio: il punto fondamentale è che l’esca piaccia al pesciolino, non a noi pescatori. Se il pesce vuole i vermi, allora vermi gli daremo. Non appena avremo il secchio pieno, potremo scegliere il pesce con cui preferiamo pasteggiare e conversare, scartare gli altri e passare alla fase verbale della seduzione. Ma prima dobbiamo farli abboccare tramite l’esca visiva ad ampio raggio, che deve quindi:

  1. Essere diversa da quelle degli altri e delle altre,
  2. Valorizzare i nostri punti migliori,
  3. Stuzzicare l’appetito al punto da fare agognare il resto della pietanza.

2) IL LANCIO DELL’AMO.

Dopo aver scelto la vostra esca secondo i 3 punti qui sopra, è tempo di lanciare l’amo. Non perdete la concentrazione, perché questa è la parte fondamentale: una buona esca non vale niente senza un buon lancio. Se avete uno splendido tubino con la schiena nuda ma, giunto il momento cruciale, state gobbe e coperte, potete anche tornarvene a casa. Quindi: spalle dritte e aperte; postura eretta e sicura. Rilassatezza e leggerezza. Trovate la postazione migliore per mostrare la vostra esca: mettetevi nella traiettoria visiva del pesciolino e brillate per un istante, con non-chalance, come se non ci fosse nessuno a guardarvi. Il pesce non deve mai vedere l’amo che sta dietro l’esca, non deve capire le intenzioni, o ne sarà impaurito.

Maddalena è la migliore sul campo ittico. Lei fa così: dopo aver catturato l’attenzione della sua preda con uno sguardo rapido e leggermente socchiuso, si gira dall’altra parte mentre sfodera la sua schiena nuda con indifferenza. Questo è ciò che si definisce “un buon lancio davvero”. Dopodiché, non si deve far altro che attendere. Ricordatevi che questa è pesca, una tecnica completamente diversa dalla caccia, perché si basa sull’attesa. Il cacciatore è tale perché va lui in prima persona in cerca della preda, cui spara in fronte; il pescatore, invece, lancia l’amo e aspetta che il pesce venga a lui, attirato dallo scintillio. La vostra esca è lì: farà tutto il lavoro al posto vostro, non forzate i tempi. Imparate a esercitare l’arte della pazienza, in quest’epoca da “tutto e subito” in cui non si conosce più la sublime arte della seduzione. La preda verrà da voi, se gliene darete il tempo.
 [Disegno di Clarissa]
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2 Commenti

  • D.

    18 marzo 2017 at 17:30

    Se posso permettermi questo testo secondo me rappresenta una visione abbastanza limitata al campo femminile.
    Punto 2) paragrafo 1 ultima frase, e paragrafo seguente “Il pesce non deve mai vedere l’amo che sta dietro l’esca, non deve capire le intenzioni, o ne sarà impaurito…” è una pratica e un modo di pensare che detesto fortemente e penso inoltre che questo atteggiamento può portare a risultati controproducenti.
    Queste sono le mie opinioni. Spero possano servire da punto di riflessione.

    • Filosofiga

      19 marzo 2017 at 15:27

      Caro D.,ti ringrazio per il tuo spunto di riflessione. Essendo l’argomento molto vasto, seguiranno altri articoli in materia.

 

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