Giovani Ngnoatto Erotic Project Problemi erezione se non ti viene duro leccamela filosofiga

DELLE PROBLEMATICHE LEGATE ALL’EREZIONE, OVVERO SE NON TI VIENE DURO, LECCAMELA!

Ciò che non doveva accadere…

Ecco, ci siamo. Sei finalmente con quella topa colossale che ti vuoi fare da mesi. Lei ti ha invitato a vedere la sua collezione di farfalle o il suo pesce rosso. Durante tutta la giornata hai avuto circa 253 erezioni (erezione più, erezione meno) pensando a questo momento. Ora sei qui, il dovere ti chiama, e tutto ciò che devi fare è avere la 254esima erezione. E invece cosa succede? Il tuo amico non ne vuole sapere. Forse è arrivato al capolinea e questa è l’erezione di troppo che non hai il diritto di chiedergli. Inizi a sudare freddo. Non ci puoi credere. Sì, ti è successo altre volte, ma eri sbronzo, annoiato, stanco. E soprattutto non eri con questa bona di dio. Che cazzo sta succedendo? Amico, perché mi molli sul più bello?! Pensi guardando il tuo membro esanime. E più ci pensi, peggio è.

Ecco che partono le scuse: “Non mi succede mai”, ecc. Lei è sbalordita, incredula, basita almeno quanto te. La reazione migliore che speri da parte sua è che si giri dall’altra e faccia finta che non sia mai accaduto. La peggiore delle ipotesi è che ti sbatta fuori. Oppure che scoppi in una fragorosa risata, per poi sbatterti fuori comunque, e che lo racconti a tutti il giorno dopo. Non ti vorrà mai più rivedere. Eppure meriti una seconda chance, dici a te stesso. Mentre nella tua mente si palesano queste possibilità, lei probabilmente si sta facendo altre mille paranoie del tipo: “non gli piaccio”, “sto di merda”, “non sono nemmeno in grado di farglielo venire duro”, “sono grassa”, “non mi desidera”, “non sono stata abbastanza arrapante durante la cena”.

Non tutto il male vien per nuocere.

Fare cilecca non era proprio nei piani della tua serata perfetta. Forse, però, una mancata erezione non è la cosa più brutta che potesse capitarvi nella vita, no? Prendetela quindi come un’occasione per scoprire nuovi lati di entrambi, per ampliare gli orizzonti e per entrare in comunicazione, invece di farvi prendere dal panico. Fate di necessità virtù, come si suol dire, e accettate alcuni consigli su come reagire a questa situazione d’imbarazzo. Vedrete che la vostra mascolinità non ne sarà inficiata e che anche per lei non tutto è perduto. No, non sto parlando di farti infilare nel retto il suo strap-on preferito per farti perdonare, né di far subentrare un altro pene per sopperire al tuo. Questi temi saranno argomento di prossime discussioni. Per adesso, manteniamoci sulla linea che avevate previsto per la serata, ossia “pene in vagina”.

Cosa ci si aspetta da una donna.

Partiamo dall’evidente differenza tra uomo e donna in questo fortuito caso di difficoltà. La vagina “secca di prugna” è molto meno imbarazzante del suo corrispettivo maschile, il pene floscio. È meno socialmente imbarazzante. Non ci si aspetta da una donna che l’abbia fradicia ancor prima di cominciare (i preliminari son stati inventati praticamente per questo motivo). Tale differenza di status tra uomo e donna fa parte di una lunga storia di condizionamenti culturali inconsci. Non siamo abituati ad associare l’eccitazione femminile a segnali fisici evidenti come un alzabandiera. Anzi, tutto il contrario: le donne hanno dovuto nascondere i segni del loro desiderio sessuale per secoli e secoli. Certo, la vagina si bagna e si gonfia, ma non lo vede nessuno. In più, si è più portati a dare una mano – o una lingua – a una vagina serrata a cozza piuttosto che a un pisello moscio, che rappresenta invece un vero e proprio fiasco.

Cosa ci si aspetta da un uomo.

Da un uomo, infatti, una donna si aspetta che l’abbia in tiro non solo al momento di tirarselo fuori, ma già da molto prima: dal bacio, per esempio, o da quando inizia a sfiorarla, da quando varca la soglia della camera da letto. Anzi, da prima ancora: l’uomo ha il pene duro al solo pensiero di avere una conversazione con lei. Basta che schiocchi le dita e voilà. Un pene molle non è esattamente quello che una donna si aspetta di trovare quando tenta il primo approccio verso le mutande di un uomo, soprattutto se è una nuova fiamma. La ritiene un’offesa personale. E poi, diciamocelo, il pene molle non è una delle cose più belle da vedere, né rianimarlo una delle cose più gradevoli da fare. Perché una donna si dovrebbe mettere lì a lavorare un pene molle, quando ha già fatto lo sforzo di fare la ceretta e ha speso i suoi risparmi in costosissima e arrapantissima lingerie?

Erezione ed eccitazione non sono sempre collegate.

Carissime, se lui non ha un’erezione, non vuol dire che non vi trovi attraenti o che si sia convertito all’altra parrocchia. Questo complicato sistema di leve e corpi cavernosi che si riempiono di sangue vi sembra automatico (della serie: se è eccitato, gli viene duro, punto.) ma non è tutto così semplice. Tanto per cominciare, erezione ed eccitazione non stanno tra loro in rapporto di corrispondenza biunivoca. Così come può avere un’erezione senza essere arrapato, un uomo, se non ha un’erezione, non vuol dire che non sia sessualmente eccitato o attratto da voi. Quindi, non sentitevi non volute e non desiderate davanti a un pisello all’ingiù, per quanto triste possa essere, ma cercate di comprenderne il delicato meccanismo.

La cultura del cazzo duro.

Un’altra differenza fondamentale tra uomo e donna in questa materia è che, con una vagina non lubrificata, il rapporto è comunque possibile. Lo testimoniano gli stupri giornalieri. Fare entrare in una vagina un pisello non duro, invece, è un’impresa praticamente impossibile. La verga è fatta per essere dura. E la donna si aspetta di essere scopata (tanto, e bene, possibilmente) da un siluro duro come il muro. Questo ci hanno insegnato, questo è l’immaginario, questo è ciò che ci hanno fatto vedere e credere. La nostra cultura è una cultura dell’uomo performante, del cazzo iper performante. Un cazzo durissimo, grossissimo, che dura all’infinitissimo. Ha creato qualche ansia da prestazione, non trovate? Forse prendiamo il cazzo duro troppo sul serio da troppi anni.

Cause fisiologiche e psicologiche.

Fisicamente, è del tutto normale che il pene si ammosci in media ogni quarto d’ora circa. Ed è del tutto normale aver paura di non farcela a sostenere il peso di un cazzo duro e grosso che ti scopa all’infinito. Infatti, non è un ideale umanamente perseguibile, né tantomeno desiderabile. Il rapporto sessuale richiede un grande sforzo psicofisico da parte del nostro corpo ed è del tutto normale non essere sempre in grado di reggerlo. Le problematiche riguardo all’erezione non affliggono solo i vecchi, anzi. Sempre più giovani aitanti riscontrano disfunzioni che possono avere cause sia psicologiche che fisiologiche.

Tra quelle fisiologiche ci possono essere l’assunzione di psicofarmaci, una sbronza colossale, la fattanza da abuso di stupefacenti. O ancora: problemi al sistema circolatorio, la carenza di testosterone e altre patologie. Tuttavia, pensare che tutto si risolva nella fisiologia è troppo facile e riduttivo. Le case farmaceutiche cavalcano tale convinzione prescrivendo una pilloletta blu che non risolve il problema alla radice e per un paio d’ore ci fanno credere di essere superman.

Le cause psicologiche, tuttavia, sono quelle più frequenti e più difficili da affrontare. Si basano principalmente sull’ansia da prestazione, sulla paura di non farcela, sull’insicurezza dei propri mezzi e sullo stress emotivo generalizzato che accompagna la performance. Le donne, purtroppo, spesso non si rendono conto di adottare comportamenti controproducenti, perché sono le prime a sentirsi insicure e sbigottite davanti a un pene molle.

Soluzioni e conclusioni… speriamo felici.

Dunque, onde evitare di rovinarsi la serata, il rapporto e l’orgasmo, la cosa migliore da fare è prendere in mano la situazione. Se anche le mani non funzionano, allora provate a usare la bocca. (Potete trovare qualche consiglio utile in questo articolo). Se nemmeno un pompino risolve la situazione, rassicurate il vostro partner e poi lasciategli in pace l’arnese. In questo modo eviterete che si senta ulteriormente sotto pressione.

Ma non tutto è perduto! Il vostro mascara non verrà sprecato, non temete! Ci sono molti altri modi di divertirsi, persino in presenza di un cazzo moscio. Se ve la sentite, o gioiose donne impavide e intrepide, il mio consiglio è quello di stendervi sul letto e iniziare a masturbarvi. Chiedetegli di venire vicino a voi, di abbracciarvi e di aiutarvi anche un po’. Da cosa nasce cosa, sapete? Chissà che questo vostro gesto, magicamente, non susciti reazioni insperate!

Se invece siete pudiche, o timide, e non vi va di toccarvi davanti a lui, ma avete ancora l’ormonella a palla, trovate il modo e il coraggio di chiedergli del sesso orale. Un uomo che sia un vero signore, davanti alla constatazione della morte del suo pene (per quella sera), dovrebbe essere già lì sotto a darsi da fare da almeno mezz’ora, senza che glielo dobbiate chiedere. Ma, sapete, l’ansia gioca brutti scherzi e fa spesso dimenticare anche le buone maniere.

Bello, datti da fare!

Il piacere sessuale di una donna non deve dipendere dall’erezione di un uomo. Mi spiace deludere questa tua presunzione. Ci sono tante altre parti interessanti nel tuo corpo, oltre al pene. Le dita, la lingua, il naso, i piedi… persino il cervello! Parlo a te, giovane rampollo: usale, queste altre parti, per cortesia. Mi sembra il minimo. È il momento di impegnarti e di dimostrare tutto ciò che hai imparato in questi anni. Se hai problemini, non darti per vinto, non fare scenate. Se te ne vai frustrato e magari pure incazzato, se ti giri dall’altra senza farle avere l’orgasmo tanto sperato, stai sicuro che non la vedrai più. Ci sono cose su cui una donna dabbene non può transigere: la buona educazione e il diritto al suo orgasmo sono due di queste. Dunque, mantieni la calma, fai un lungo respiro e poi… leccagliela.

 

[Immagine di copertina per gentile concessione dell’artista: Giovani Ngnoatto, Erotic Project.
IG: www.instagram.com/eroticprjct, FB: www.facebook.com/projecterotic]

 

I MIGLIORI CONSIGLI SU COME LECCARLA SONO NEL NOSTRO ARTICOLO:  L’ARTE DEL CUNNILINGUS.

 

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