PRIMO_APPUNTAMENTO_PESCA_UOMINI

PERCHÉ DAL PRIMO APPUNTAMENTO NON SI PASSA AL SECONDO APPUNTAMENTO. SEI TU, SONO IO O È LA CHIMICA?

GLI ESPERIMENTI N.2861 e N.2862 POTREBBERO FORNIRE QUALCHE RISPOSTA.

Mercoledì sera sono uscita con il soggetto A. Giovedì sera con il soggetto B.

A. viene dalla punta del tacco, B. dai piedi delle Alpi. In mezzo a loro c’è tutta l’Italia.
Sono molto diversi: un self-made man e un fighetto figlio di papà.
Eppure, in entrambi i soggetti è riscontrabile un pattern di comportamento simile (riconducibile all’italiano medio) che li guida inesorabilmente verso il fallimento sessuale. Analizziamo a fondo la situazione.

Sia A. che B. mi hanno conosciuta in occasione di una festa di amici di amici, a distanza di un mesetto l’uno dall’altro. I due contesti sociali e ambientali erano estremamente differenti, se non opposti, ma caratterizzati da un elemento in comune: io ero accompagnata da un altro uomo. Nel primo caso era un plus one qualsiasi, un deterrente generico. Nel secondo caso si trattava di mio fratello, il quale ha svolto egregiamente la sua funzione di anti-zanzare.

I soggetti in questione sono quindi ricorsi all’amicizia su Facebook, a festa ormai ultimata. Come consuetudine, qualche giorno dopo, è arrivato l’invito, preceduto da una poco brillante messaggistica di cortesia. Non s’impegnano mai troppo per una ragazza che credono di portarsi a letto la prima sera con poco sforzo… Oppure, invece, hanno fatto del loro meglio e io non lo saprò mai.

Comunque sia, bisogna metterli un po’ sotto pressione per non farli adagiare sugli allori. In questo modo usano un minimo d’ingegno per ottenere ciò che vogliono. Gli fa solo bene.

Lascio quindi che entrambi i soggetti scelgano la propria arma. Se qualcuno ha l’ardire di chiedermi di uscire, mi aspetto che sappia almeno usare la katana. Che non si dica né si pensi che non do libertà di manovra. Una possibilità si dà a tutti, questo è il mio principio. Vediamo cosa sanno fare. Io nel frattempo acquisto punti nel loro immaginario. A qualcuno non piacerà questo modo di vedere le cose… probabilmente questo qualcuno non si rende conto dell’importanza delle prove e della selezione. Procedimenti che, volenti o nolenti, consapevoli o meno, tutti mettiamo in atto. Bisogna quindi avere metodo scientifico. Vogliamo individuare soggetti che facciano fare click durante la serata. Click, ok te la do.

A. mi invita direttamente a cena a casa sua. Spavaldo, ma sensato. Deduco mi voglia stupire con la sua arte culinaria. Inoltre, si sta giocando la carta del mettere in mostra la sua dimora e tutto ciò che essa può offrire: un comodo divano, un ancor più comodo letto, tanti ricordi di viaggi appesi alle pareti (che fanno sempre “ragazzo vissuto”) e una sfilza di alcolici di ottimo livello. Del resto, si sa, l’assalto post-cena è più facile se la preda è già dentro la tana del lupo.

B., invece, non è tanto impavido e preferisce chiedermi consiglio. Io gli rispondo che mi va bene qualunque posto sia di suo gradimento. Lui allora sceglie uno dei locali più disgustosi della città, in un quartiere che conosco bene (al contrario di lui, evidentemente). Decido che mi sarei presentata cortesemente all’appuntamento per poi dirigerlo in un luogo più consono alla serata.

Bene, arriva il giorno fatidico. Bisogna mettere i soggetti in condizioni sperimentali simili. Mi sono vestita con lo stesso abito, color vinaccia per il soggetto A., nero per il soggetto B. Dopodiché, si dà il via alla battaglia.

A. perde 10 punti nei primi 10 secondi: mi accoglie senza tavola apparecchiata e, soprattutto, senza vino nei bicchieri. In più, non sta nemmeno cucinando. Quando finalmente si decide a tirare fuori dell’alcol, gli tolgo altri 10 punti perché con un prosecco caldo ha proprio esagerato. Si risolleva però con l’autoironia.

Anche l’appuntamento con B. non inizia nel migliore dei modi: forse non gli hanno insegnato a non fare aspettare le signorine per un quarto d’ora davanti a locali tanto brutti. Il suo comportamento, però, è stato indotto da un mio scrupoloso messaggio preventivo che lo informava di un lieve contrattempo, rivelatosi poi inconsistente perché, infatti, spacco il secondo. Questo esperimento mostra che il soggetto B. ha preferito prendersela comunque con calma. Tuttavia, scelgo di chiudere un occhio quando si presenta con la moto, due caschi e delle scuse.

A. fa spuntare la cena dal frigo… comprata in gastronomia. Buona scelta, devo dire, quella di non fare figure di merda ai fornelli: prosciutto e melone fan sempre felice una ragazza. Quando mi versa un altro bicchiere di spumante caldo, mi pento amaramente di non aver pensato anche al vino, oltre che al gelato. B., invece, viene dirottato in un posto più alla buona, come piace a me, e ordina quello che ordino io: Bloody Mary molto piccante e, dopo, streetfood cinese di prima qualità. In questo caso offro io, perché il posto l’ho scelto io.

Prima di approcciare la conversazione, veniamo interrotti da una telefonata della mamma del soggetto A. e da una telefonata della mamma del soggetto B.

Entrambi non resistono alla tentazione di risponderle. Meno 250 punti. Il dialogo è lo stesso, esattamente quello che mi aspettavo. Ciononostante, mi ha spiazzato ugualmente. “Mamma ti ho chiamata uscendo dal lavoro per dirti tutto bene, ma adesso sono a cena e non posso più. Sì, sì anch’io.”

Dopo questo lieve momento d’imbarazzo, si viene al mio argomento preferito da prima uscita: i viaggi. A. conosce bene il francese e B. sa portare la barca a vela. Quando si accorgono di poter anche smettere di dare sfoggio di sé e cominciare a rilassarsi, ecco che sopraggiungono le tematiche più profonde, quelle della vita di coppia: una serie di luoghi comuni sul rapporto tradizionale e sulla donna ideale da cercare dopo una certa età, perché prima ci si deve divertire. Appurato che io facessi parte del secondo gruppo di donne, quelle con cui divertirsi ma che non ti sposeresti mai, il soggetto A. e il soggetto B. partono all’attacco.

I soggetti cercano di capire quale sia la mia situazione sentimentale per assicurarsi di non star perdendo tempo. Io li provoco e li prendo in giro e loro rispondono a tono e stanno al gioco.

Sembrano un po’ divertiti, un po’ intimoriti. Vediamo se tirano fuori le palle. Il soggetto A. dimostra consapevolezza e dimestichezza con i rituali seduttivi iniziali… e la butta sullo scherzo. Prova a prenderla da questo verso e mi dà una pacca sul culo, come a dirmi: fai la brava, birichina. Il soggetto B., invece, si prende un po’ più sul serio. Mi dice cose come: “mi piace come mi tieni testa” e “sei intelligente” (e io penso “ah beh grazie che mi dai la tua approvazione”).

A un certo punto, durante i duelli con il soggetto A., mi viene un terribile mal di testa e mi sdraio sul divano. Sicuramente è colpa dello spumante. A. non perde tempo e affonda il colpo, gettandosi sul divano con me. (Ecco spiegati i suoi pessimi gusti in fatto di vino.) Mi faccio accarezzare le gambe e la pancia… nient’altro. Quando cerca di risalire il dolce pendio per arrivare alle mie tette, io gli sposto le mani, dispettosa. Sicuramente lo sto innervosendo, ma è probabile che la cosa lo ecciti.

Il punto è che non ci prova con abbastanza ardore… e finisce col farmi le coccole.

Con il soggetto B., invece, decidiamo di spostarci a casa mia: il caldo, le zanzare, e il mangiare per strada iniziavano a rendere le condizioni sperimentali alquanto precarie. Benché persino lui miri alla palpata, soprattutto ora che ci troviamo tra le quattro mura, B. la butta sul verbale, dicendomi: “nonostante tu le abbia bellissime, non penso che le gambe siano la parte migliore di te”. “E quale sarebbe?” “Secondo me, hai un bellissimo seno. Non è vero?”. E così scopriamo che il soggetto B. è un tettomane, mentre il soggetto A. un culomane.

Dopo aver attuato qualche pessimo tentativo di approdo (ti ficco la lingua in bocca di prepotenza/mi accascio su di te e sulle tue grandi tette materne come un piccolo cucciolo indifeso), esasperato dal mio atteggiamento provocante e ritroso allo stesso tempo, il soggetto B. si fa venire un colpo di genio: mi prende in braccio e mi sbatte sul tavolo.

A questo punto voi direte: “bene, gliel’hai cacciata fuori, adesso puoi anche dargliela”. In realtà, io credo proprio che non si debba alzare la coppa prima di averla vinta… è da coglioni, non vi pare?

Qui si tratta di capire se i soggetti son temerari, sicuri di sé e di quello che vogliono… e se saranno in grado, poi, di mantenere un’erezione senza farsela sotto. Quindi, quando uno di loro assesta un bel colpo, bisogna mantenere la stessa linea dura di sempre e verificare che non si tratti solo di un tremendo colpo di fortuna.

Così, proprio quando pensava di avercela fatta, getto a B. un’occhiata impudente, perplessa, di sfida, con un sopracciglio rialzato, come a dire: “E adesso?! Che fai ora che son qua sul tavolo? Mi spogli?” Sì, avrebbe dovuto avventarmisi addosso… ma questo non è successo. Si sa, c’è questa terribile faccenda del rispetto della donna. Il soggetto B., preso dal panico, opta per la ritirata strategica e… anche per lui arriva il momento della pacca sul culo. Quasi si sorprende della sua sfacciataggine.

Le uscite finiscono entrambe con lo stesso pattern, ancora una volta: tentativi falliti di rigirare la frittata e di stimolare la mia curiosità o il mio pentimento “per ciò che mi sono persa”.

Mi dileguo dalle grinfie del soggetto A., recupero la mia borsa e ci accordiamo per una seconda uscita, un secondo round, magari a casa mia questa volta. Come ciliegina sulla torta, A. cerca di farmi cambiare idea all’ultimo con una leccata di collo e d’orecchio sulla soglia, ma ormai il mal di testa ha avuto la meglio. Il soggetto B., a mezzanotte in punto, abbandona il campo di battaglia. Tenta ancora di farmela passare come una presa di posizione, una dimostrazione di forza da parte sua. Poi mi sorride e anche con lui ci si accorda per un’altra volta.

Nessuno dei due mi ha più richiamata.

Possibili conclusioni dell’esperimento e risposte plausibili al dilemma iniziale “perché dal primo appuntamento non si passa al secondo appuntamento”.

  1. Sono una tale rompicoglioni che i soggetti preferiscono tagliarsi il pene piuttosto che passare un’altra serata con me. Il secondo invito era solo di cortesia. Sono stata botolata alla grande.
  2. La situazione si è rivelata rischiosa e complicata per i soggetti, che preferiscono quindi non addentrarsi in lidi sconosciuti e alquanto sospetti. Lasciano cadere l’invito nel nulla.
  3. Dopo essersene andati, i soggetti hanno riflettuto a lungo e hanno compreso che in fondo non sono poi così interessati a scoparmi. Mi mettono nel loro ammuffitoio personale in attesa di ulteriore giudizio.
  4. Non avendo io risposto positivamente ai loro ripetuti, per quanto mediocri, assalti di una serata, i soggetti si sentono punti nell’orgoglio maschile e si convincono che io non li meriti. Mi botolano prima di passarmi in appello.
  5. La sottoscritta ha contravvenuto alla terza regola aurea del suo migliore amico Jaykill (“non farla annusare tutta la sera senza darla perché la gente s’incazza”) per cui a priori non mi merito una seconda uscita, né ulteriori commenti.
  6. I soggetti non si ritengono all’altezza del compito assegnatogli: sanno che non gliel’ho data perché né se la sono presa, né se la sono guadagnata. Con la coda tra le gambe, se la filano nell’ombra e sperano che io non trovi mai il loro nascondiglio.
  7. I soggetti aspettavano una mia chiamata, ma questa non è mai arrivata. Ne deducono che io non sia interessata alle loro magnifiche profferte. Invece di perseverare, ritengono concluso il match. E si autobotolano.
  8. I soggetti, alimentati dall’infondato sospetto che io li prenda per il culo e che li usi per scrivere i miei articoli, non sono più interessati a prender parte all’esperimento e anche in questo caso si autobotolano.

 

ALTRI ARTICOLI:

A CACCIA DI UOMINI… MAD E I SUOI ESPERIMENTI SUL CAMPO

IMPARA LE TECNICHE SEDUTTIVE DI MAD

 

Il blog Filosofiga

Scopri chi siamo e di cosa parliamo.

Se vuoi conoscere Mad e le sue storie, inizia la serie SEX AND THE SELFIES.

Se vuoi addentrarti nel mondo di Filosofiga e dei suoi consigli piccanti, vai nella rubrica SEXPERT dove troverai le tecniche per fare ottimo sesso orale e molto altro!

Trovi i migliori spunti erotici nella sezione ECCITAZIONI COLTE.

 

Tutti gli Episodi di Sex & The Selfies

5 Commenti

  • Mattia

    3 agosto 2017 at 9:26

    Prova a toccarti le tette, a muovere la cosa sul sessuale
    Lo fermi, lui rispetta la tua decisione
    “Il punto è che non ci prova con abbastanza ardore”

    No, grazie, non ci tengo a rischiare di farmi denunciare per stupro e a farmi togliere tutto quello che mi sono sudato nella vita. Penso che ha fatto bene a non rischiare, con il clima che c’è ora. Ma è solo la mia opinione, magari non sono abbastanza “vissuto” per giudicare.

    • Filosofiga

      15 agosto 2017 at 11:35

      Hai ragione, ma bisogna anche capire la situazione: sarebbe stato un gioco, sicuramente non una situazione da denuncia.

  • Giordano

    3 agosto 2017 at 10:40

    Beh potevi anche farla annusare UN POCHINO meno eh… pero’ da come li narri non sembrano due assi di briscola quindi alla fine ci sta.

  • Anna

    19 agosto 2017 at 4:22

    Il primo incontro di persona, il primo vero appuntamento, fa fare un salto importante nella qualita della relazione – spiega Anna Maria Cebrelli, l’esperta di relazioni di Parship.

 

Attenzione! Questo sito è riservato esclusivamente a un pubblico adulto. E’ severamente vietato l’accesso ai minori di 18 anni. Le pagine a cui avrai accesso presentano contenuti e immagini riservati a un pubblico adulto, con riferimenti di carattere erotico. Se per motivi religiosi, morali, personali, etici o altre ragioni, ritieni offensivo  il contenuto sopra delineato, clicca subito il pulsante ESCI. Cliccando invece sul pulsante Accetto, dichiari di essere maggiorenne, che la legislazione del paese da cui stai accedendo ti consente la visione di immagini e testi a contenuto erotico e sessuale, di essere consapevole dei contenuti trattati non ritenendoli offensivi, di non portare in alcun modo a conoscenza di minori tale contenuto e di sollevare da qualsiasi responsabilità Cimi S.r.l. e il sito in oggetto, avendo accettato tutte queste condizioni e informazioni. Cimi S.r.l. e Filosofiga non saranno ritenute responsabili di eventuali conseguenze legali legate all’accesso fraudolento o all’uso fraudolento di questo sito web.

error: