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EP. 10: LE REGOLE AUREE PER LE RAGAZZE, OVVERO IL BUON COSTUME DI DARLA.

Io, Jaykill e Frida entriamo nel nostro mondo e chiudiamo il resto fuori, dove nevica. Il pavimento offre alla vista scatoloni di palline catalogate per colore, forma e dimensione, bicchieri versati, rovesciati, ripuliti, versati di nuovo e bevuti. Cenere sparsa. Alma, invece, offre alla vista il suo culo seminudo e danzante. I jingle natalizi ci sono, ma in versione latino-americana, come piacciono a lei; i biscotti anche, ma a forma di pene, come piacciono a Milady. Jaykill si mette comodo tra me e Frida e inizia a godersi lo spettacolo, lasciandosi versare un nuovo bicchiere da aggiungere al numero.

«Di cosa stavate parlando prima che irrompessi nella vostra intimità e interrompessi i vostri soavi chiacchiericci femminei?».
«Maddalena ci stava stressando con Dorian, la sua nuova mania ossessiva, che però non è quello con cui è uscita ieri e con cui ha fatto cose pazze, pare. Almeno così dice Alma, che ha sentito strani rumori tutta la notte. Tra l’atro, com’è che si chiamava…»
«Gabriele.»
«Appunto. Gabriele allora?»
«No, ma Jaykill! Tu non hai idea di quanto sia bello Dorian! È uguale a Louis Garrel. Muoio. Mi sarò guardata The Dreamers dieci volte in questi giorni. È sempre stato il mio sogno farmi Louis Garrel! E adesso si è materializzato qua da me: è un segno».
«Di sicuro è un segno riguardo a Gabriele…»
«Ma chissene di Gabriele. Ha provato a fare un po’ il macho… Con la cinghia e altre cose. L’ho lasciato fare, ma poi l’ho rispedito a casa sua. Non avevo voglia che si fermasse per colazione: ordinaria amministrazione. Dorian invece mi provoca un senso di non presenza a me stessa, un oblio delle mie capacità cognitive. Non mi è mai successo prima. Non capisco più niente. Quando sono in sua presenza, mi si obnubila il cervello.»

«È perché ti va tutto il sangue alla figa.» scherza Jaykill sbottonandosi i pantaloni e addentando un cookie a forma di pene. «Mancavano peni in questa casa che vi siete ridotte a cucinarli per poterveli mettere in bocca? Avete sbagliato forma: vi siete confuse perché pensate solo a voi stesse. Cookie è il nome che usano le bimbe inglesi per chiamare la loro patatina inglese».
«Forse mi piacciono i cookie, ma non LA cookie, Jaykill caro» risponde pronta Milady, «E preferivo mangiarli in una forma più familiare. O forse mi piaceva semplicemente l’idea di addentare un mini-cazzetto e di disintegrarlo nel mio stomaco» dice iniziando a fare trazioni sulla sbarra in cucina a ritmo di musica, senza ragione apparente.
«Se fai bene le trazioni quanto usi la tua lingua lunga, Milady, allora batti anche me alla sbarra.» dice Jaykill spavaldo. È molto fiero di essere un dottore di quelli che si tengono in forma e gli rode un po’ che la nostra Mi lo voglia subito mettere al suo posto.

«Che spaccone! Guarda che con Milady parte la sfida!» lo rimbecca Frida, versando del vino a tutti.
«Pff, a me non interessa fare sfide con alcuno dei qui presenti.» sbuffa Milady esalando un sospiro di mezza fatica, «Non vorrei farvi fare brutta figura…» e ci manda un bacino, tirandosi su con una mano sola.
Jaykill fa per togliersi la maglietta e dirigersi verso di lei, ma subito Frida gli urla: «No! Gli uomini non possono fare le trazioni a petto nudo! È la prima regola della casa.»
«E perché mai?»
«Perché Maddalena non riesce a trattenersi. Una volta l’abbiamo fermata giusto in tempo: si era lanciata all’arrembaggio di mio fratello, proprio qui davanti a tutte.»
«Che esagerate! Volevo solo provare di cosa sapessero il suo sudore… e le sue ascelle.» dico io.
«Come se non lo sapessi già, brutta baldracca» mi rimbecca Frida lanciandomi un tappo di sughero.
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[Disegni di Clarissa]

«Perché tuo fratello faceva le trazioni nudo in cucina?» chiede Jaykill a Frida.
«Ma che ne so… sai come sono quei due porcelli: si stuzzicano tutto il tempo.»
Io lancio un’occhiataccia a Frida e Jaykill per fortuna viene in mio soccorso: «Maddalena fa bene: bisogna annusare le ascelle per riconoscere il maschio dominante. Non penso, però, che con me avrebbe problemi di questo genere.»
«Nel senso che non avrei problemi a identificarti come il maschio alfa, o nel senso che non mi provochi alcuna reazione di sorta? Tesoro, mi fa schifo l’odore delle tue ascelle, lo sai. Sei troppo profumato per i miei gusti.»
«Appunto. Era proprio quello che intendevo.»
«Eddai… Lo sai che penso le cose più meravigliose di te e che ti consiglierei allaqualunque.» replico io.

Ci guardiamo con intesa fraterna e insieme esclamiamo la nostra frase preferita: «Se mi piacessi, mi piaceresti!» e poi scoppiamo a ridere.
«Certo che, però, se ti mettessi a fare le trazioni a petto nudo… forse una leccatina ai tuoi capezzolini te la darei.» scherzo io, «Una volta ho provato a farlo a Milady e mi ha tirato una tettata che mi ha stesa.»
«Certo!» interviene lei, «Te l’ho già detto che LA COOKIE non mi piace. Le regole sono regole: son state messe apposta e scritte nei luoghi adatti» dice indicando la targhetta scritta a mano vicino alla sbarra.

«Anche quella fuori dalla porta è una regola della casa?» chiede Jaykill, «È molto carina: “Quando entrate salutate, quando uscite fatevi i cazzi vostri”.»
«È utile, più che carina.» dice Milady, «Soprattutto nei casi come quello di prima, in cui Ben ci ha visto le tette a tutte!»
«Altre regole?» chiede ancora Jaykill. So dove vuole andare a parare: vuole fare sfoggio delle regole auree. Sicuro.
«Non si può aprire la porta né rilasciare informazioni ai bellimbusti che suonano, se non sotto previa autorizzazione dell’interessata» spiega Milady, «In realtà, è un po’ una regola ad hoc per Maddalena.»
«Sono tutte regole ad hoc per Maddalena!» ride Frida.

«Ragazze! Le regole devono essere universali, come le MIE.» puntualizza Jaykill.
«E quali sono LE TUE???» chiede Alma che ovviamente origliava curiosa le nostre conversazioni mentre faceva ondeggiare il suo formoso lato b al ritmo di Jingle Bell Rock.
«Se le vuoi sapere, Almina, vieni a sederti qua con noi invece di continuare a sculettarmi lì davanti… che poi mi trasformo in Mr. High e son cazzi tuoi. Letteralmente.» le dice Jaykill con un occhiolino e afferrandola per un braccio.
«Perché?» si gira lei con la faccia da pesce lesso, tutta rossa in volto per lo sforzo. Finta tonta!
«Tu non hai la misura della tua bellezza, Almina. E della bellezza del tuo culo.» rincara lui. È tremendo: quando inizia così, non ce n’è per nessuno.
Alma, da troia silente qual è, sebbene sia lusingata dall’apprezzamento di Jaykill, gli scaccia ritrosa la mano per poi sedersi di fianco a lui facendo ben sporgere le sue tonde e sode chiappe durante l’operazione.

«Ecco fatto. Allora?» gli chiede sbattendo le lunghe ciglia e facendo gli occhioni. Vanitoooooosa!
«Vai, Mad. Dille tu.» mi dice Jaykill prendendo la mano di Alma nella sua.
Mi alzo in piedi per declamare le famigerate Regole Auree:
«Uno: Mai lasciare un colpo in canna.
Due: Ingoia.
Tre: Non farla annusare tutta la sera per poi non darla, perché la gente s’incazza.»

Seguono applausi divertiti e risate.
«Mi sembrano oneste. Pensavo peggio» commenta Milady, scendendo finalmente dalla sbarra.
«Le abbiamo formulate, concentrate e distillate in anni di frequentazioni estive io, Mad e Fri».
«Infatti non le ho mai trasgredite da quando sono state enucleate. Non mi è mai nemmeno venuto in mente che fossero trasgredibili» dice Frida.
«Io qualche volta sì, a dir la verità, ma non me ne volere, Jaykill.» dico io, «Sulla seconda e la terza non ho niente da ridire: sacrosante. Ingoiare mantiene giovani e le profumiere mi hanno sempre ripugnato per principio. Ma sulla prima… ho le mie perplessità. Per esempio, quel cazzone di Gabriele…»

«Cazzone?»
«Sì, cazzone. Letteralmente. Ha voluto fare il duro, no? Ma non si meritava di finire in bellezza. Perché, comunque, io non ho ricevuto alcun beneficio. E quindi gli ho detto: “Hai due opzioni. O resti qui e finisci, ma domattina te ne pentirai amaramente, oppure te ne vai adesso e possiamo mantenere un rapporto civile.»
«Ha fatto un’ottima scelta, direi», ride Jaykill.
«Mad, sei più bulla di me!» dice Milady, iniziando ad aprire gli scatoloni natalizi.
«Lo sai che sono un po’ vendicativa quando si tratta di queste cose.»
«Io sono un po’ vendicativo quando si trasgrediscono le regole auree, invece. Tu, Almina, che ci dici a riguardo?»

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Non conosci i personaggi, né l’inizio della storia?

Fai la conoscenza di MADDALENA, la nostra sexy Cappellaia matta, e delle altre Selfies nel PRIMO EPISODIO della serie a puntate. Per sapere tutti i segreti di Maddalena, Jaykill e le Selfies segui la serie a puntate SEX AND THE SELFIESOGNI GIOVEDÌ su Filosofiga.

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