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EP. 4: IL LUPO E LE TRE PORCELLINE

Qui nella nostra casa/comune abbiamo istituito le cene del mercoledì da fare insieme. Ora che viviamo tutte e quattro sotto lo stesso tetto, sarà più facile tenerci aggiornate.

Io contavo di cenare sul presto e poi uscire… giusto per non far aspettare troppo quel poveretto di Ben, che sarebbe venuto a prendermi alle 10. Le Selfies, però, erano tutte impegnate: Milady ha dovuto sbrigare pratiche in ufficio fino a tardi, Frida si era dimenticata di avere indetto un appuntamento per far conoscere alcuni artisti al gallerista per cui lavora, e Alma non si era fatta né vedere né sentire dopo aver staccato dal suo turno al negozio. Presumo che dovesse tirare ancora un po’ la corda con Simone e che non ce lo volesse dire per evitare che glielo impedissimo con la forza. Abbiamo quindi posticipato il resoconto dopo la birra con Ben…

«Allora, Mad… com’è andata?» mi chiede Alma fremente, prima che riesca a varcare la soglia e mettermi comoda. Spera di distrarmi buttando l’attenzione su di me, perché non vuole che io infierisca sulla storia di Simone.
Le trovo tutte lì, in fila una di fianco all’altra sul divano, come i tre porcellini. Anzi, meglio: le tre porcelline. È arrivato il lupo, ragazze!

Mi piazzo davanti a loro, braccia conserte, e inizio a rispondere all’interrogatorio: «È andata bene! È venuto a prendermi in macchina… non so perché la cosa mi abbia tanto stupita. Forse pensavo venisse in bicicletta. Mah! Mi ha portata in una vineria carina. È stato divertente: ho parlato solo io. Vorrà dire che mi sto simpatica!»
Ridiamo come se fosse un giorno di vacanza e non ci fosse la stanchezza della giornata disegnata sui nostri volti.

«Sei proprio una sagoma, Mad! Ma ti pare che dici ‘ste cose! Se ti sentisse qualcuno direbbe che sei proprio un’egocentrica di merda» mi dice Milady.
«E avrebbe ragione! E direbbe anche che quel Ben era evidentemente una NOIA! Io ti concedo due ore… Ma tu devi tirarmi fuori qualcosa, no? Insomma… Non se l’è giocata bene. Il vino era molto buono, comunque».

semina

«Scusa Maddy, ma non doveva portarti a bere una birra?» mi chiede Alma, che è stata l’unica a leggere il bigliettino lasciato da Ben sul portone di casa.
«Ah, già… me ne ero dimenticata. Adesso che ci penso… forse sono stata io a dirottarlo in vineria. Pazienza!» dico facendo spallucce.
«Ma chi era alla fine? Dove l’avevi conosciuto?»
«Ah, già… quella questione lì. Sapete che non lo so? Mi sono dimenticata… di chiederglielo.»
Alma e Milady si guardano e MI guardano un po’ sbalordite.

Frida non dice niente, si versa un bicchiere di limoncello ghiacciato e si accende uno dei suoi sigari preferiti. Aspetto ancora un attimo per aggiungere il seguito perché so che arriverà il suo commento, se solo gliene dò il tempo.
E infatti eccolo, freddo e lucido come una mannaia: «Che troia che sei». Non delude mai.
1 a 0 per il porcellino con la casa in mattoni.

Frida ammicca e fa roteare il suo sigaro, riempiendo di fumo tutto il salotto. Poi rincara la dose: «Deve essersi davvero impegnato tanto per averti fatto tenere le gambe chiuse. Te l’avevo detto che era un ragazzetto».
A Frida piacciono le pause comiche messe al punto giusto. La nostra regola non detta è che io indugi un po’, prima di proseguire col racconto, in modo da darle la soddisfazione della sua frase a effetto.

«Quindi, Maddy? Gli dici che non lo vedi più?» mi chiede Alma un po’ delusa.
«No, tesoro, lo tengo come una scatoletta di tonno nella dispensa per i tempi di carestia. Non si sa mai: Winter is coming».
«Certo» dice Milady ridendo sotto i baffi, «Alma, non lo sai che Maddalena preferisce mangiare il tonno in scatola, piuttosto che farsi un giro al mercato di tanto in tanto, per comprarselo fresco, il tonno, come fanno tutte le ragazze dabbene?»
2 a 0 per i porcellini.

«Senti “Fresco”» le ricordo io, «piuttosto… tu hai fatto la semina estiva? Guarda che non voglio occhiatacce invidiose per la mia mietitura invernale. Sarò piena di bocconcini prelibati e non dividerò il mio cibo con nessuna di voi, soprattutto con te, Mi, sappilo. Ho lavorato sodo tutta l’estate e voi a cincischiare come le cicale».
«Guarda Mad…» mi risponde Milady con aria supponente, «…che quella è un’altra favola, ti stai confondendo: si chiama “La cicala e la formica” e non c’entra niente. Non divaghiamo: la semina si fa d’inverno, non d’estate. D’estate si seminano solo i carciofi e i finocchi, non lo sai? Non stupiamoci se le cose ti vanno sempre così: non hai ancora capito come funzionano. E poi da quando in qua i lupi seminano invece di cacciare?». Ora non nasconde più il sorriso sotto i baffi e anzi ride apertamente. In realtà ridiamo tutte.

«Ah sì?» la rimbecco ironicamente, «e allora dimmi… che cosa si semina invece d’inverno?»
«I piselli» risponde prontissima Frida.
«Non sapevo che anche tu fossi un’esperta di orti, Fri».
«Chi, io? Di orti non ne so niente, bellezza. Ma di piselli un po’ me ne intendo» risponde soffiando il fumo dal sigaro. La sua casa di mattoni è inespugnabile!

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[Disegni di Clarissa]

«Beh, vedremo chi soffrirà la magra, prossimamente» ribatto io.
Cerco con lo sguardo Alma per vedere se mi aiuta col botta e risposta ma è ancora un po’ sottotono. Nemmeno la serata “prendiamo per il culo Mad, ovvero sfottiamo il lupo” la sta tirando su di morale. Qui ci vuole l’intervento del Dr. Jaykill “figa-felice”: lo invito qua la prossima settimana, sicuramente saprà come far tornare il sorriso alla nostra amica.

«Macché magra e magra!» si riprende Alma, «qui è sempre un’abbuffata di uomini e verdura! Chiamo la protezione ortaggi bistrattati: non vorrei mai che maltrattassi anche il mio Caztus. A proposito, Mad: dov’è finito? Ragazze! Maddalena fa uso improprio del Caztus, ditele di tirarlo fuori!» dice ridendo, «A parte gli scherzi… Parlate degli uomini come della carta da buttare delle caramelle. Avete asportato completamente il romanticismo dalle vostre vite, ciniche balorde che non siete altro».
«A parte gli scherzi, Al, non esiste niente nella vita» le ricordo, «e poi anche tu hai appena tirato in ballo il cibo!».

«Ti sbagli Alma…» continua Milady, «a me la commistione sesso-cibo non interessa affatto. Se si mangia, si mangia; se si scopa, si scopa. Ma lascia che ti spieghi la tecnica di quel piccolo lupo malvagio di Maddalena: vuole semplicemente dire che preferisce piantare i semi delle sue tresche in estate, perché poi d’inverno, quando i tempi son maturi, vuole stare tranquilla nella sua tana ad aspettare che gli ortaggi abbiano messo le gambe e vengano a bussare direttamente alla sua porta. Oppure i tonni. La dimostrazione ci è appena pervenuta grazie a quell’interessantissimo Ben-eamato signore di cui ci parlava prima» e conclude con una risata sguaiata.

«Ma allora si gettano in pasto al lupo volontariamente!» constata Alma, ancora un po’ perplessa.
«Se volete vi dò la mia ricetta…» dico rivolgendomi a tutte le porcelline con aria di sfida, nella speranza che mi facciano illustrare la tecnica per inventariare le scatolette di tonno e di sottaceti.
«Grazie, Mad, ma non ci vuole certo una scienza…» mi rimbecca Milady, «Io, personalmente, se mi spacciassi per un lupo famelico come fai tu, vorrei mangiare carne rossa e succulenta, non i sottaceti come Ben! Sei un lupo di second’ordine, con pessimi gusti culinari, e vegetariano per di più!».

«Ma quindi ‘ste scatolette di tonno, o sottaceti che siano… a cosa servono effettivamente?» chiede Alma, divertita, curiosa e mezza sbalordita.
Le altre lasciano rispondere me (ho avuto una richiesta esplicita): «Sai quando nelle sere d’inverno fa freddo, c’hai ‘na fame da lupo e ti sei dimenticata di fare la spesa? Ecco. È lì che tiri fuori la scatoletta di tonno. In altre parole: lo chiami, oppure – meglio – gli scrivi un messaggio, gli chiedi gentilmente di venire a tenerti un po’ di caldo, lui di base lo fa perché non vede l’ora di essere masticato, inghiottito, digerito e smaltito e poi… e poi basta».

«Ma il poveretto lo sa di essere una scatoletta di tonno?»
«Senti Alma, basta con queste ingenuità così banali! Non lo so e non mi interessa. Chiedilo a lui: io non parlo coi tonni. Li mangio e basta. Siamo tutti maggiorenni e vaccinati. Se non voleva farsi inscatolare e riporre nella credenza, aveva solo da fare miglior uso delle ore concessegli. La pietà non fa bene a nessuno.»

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[Disegno di Cecilia]

Alma ci pensa su un attimo e poi mi dice: «Adoro il tuo stile, Mad, dico sul serio. Ha anche molto senso. Semplicemente non penso ne sarei mai capace… Non so se per mancanza di voglia, di energie, di tempo o perché poi sono io a finire nella dispensa… perché mi innamoro sempre».

«Alma, Maddalena fa così la spavalda solo perché in questo momento non c’è nessuno che la sconfinferi. Ma quando si prenderà una sbandata… vedremo di cosa sono fatte le sue zanne e i suoi artigli! Mi sembra un po’ che hai smesso di affilarli sulla carne dura, vero, amica?»
Mannaggia a te Milady che me le tiri sempre! Perché sei sempre così perentoria nelle tue affermazioni? La mia scaramanzia m’impone di toccarmi una tetta.
«Verranno tempi… persino per te, Mad» continua Milady, «in cui una scopata “così così” non varrà una serata ancora di più “così così”, perché aggiungi noia su noia, su noia. SU NOIA. Finché non sei talmente annoiata e sommersa dal tonno avariato che decidi di conservarti per qualcosa di meglio. Ti conservi e lasci perdere le conserve. Entiendes? Fattelo dire da una che ha qualche anno in più di te e sa bene a che punto possa arrivare la noia».
In effetti…

Frida mi vede vacillare un secondo, mentre rifletto sulle parole di Milady, e sferra il suo ultimo attacco: «Alma ha posto la domanda sbagliata, infatti. A noi non frega niente del povero tonno, o come diavolo si chiama… sì, Ben. Insomma, è uno come un altro, non possiamo stare dietro a tutto e tutti. A noi importa che la nostra Maddalena sia soddisfatta del suo pasto e ben nutrita, ma soprattutto che non ci rompa le balle. Quindi la domanda giusta è: Mad, come sarà mangiare questo tonno dopo essere stato ad ammuffire prima per strada e poi nella tua credenza? Penso che sia un punto abbastanza rilevante della questione. Immagino sarà buonissimo, di prima qualità. Dicci, dicci… Lo mangi con gusto? Ti rimane sullo stomaco il giorno dopo? Di cosa sa?»
«Immagino sappia di pesce come tutti i pesci» rispondo io.
«E anche come la maggior parte dei piselli.» aggiunge lei irriverente.

«Lo dice sempre mia madre: “Se per questi mari vai, questi pesci pigli”» continuo ammonendola col dito.
«Gran proverbio. Forse dovresti dare retta a tua madre e alla sua saggezza napoletana».
Detto questo, Frida si alza, dà un bacio in fronte ad Alma, un cinque con schiocco a Milady in segno di vittoria, una pacca sul culo a me e spegne il suo sigaro.
Fine della favola. Il lupo si ritira nelle sue stanze con la coda tra le gambe… Nemmeno la casa di legno sono riuscita a buttare giù: stasera hanno stravinto le porcelline.

CONTINUA A LEGGERE.

Non conosci i personaggi, né l’inizio della storia?

Fai la conoscenza di MADDALENA, la nostra sexy Cappellaia matta, e delle altre Selfies nel PRIMO EPISODIO della serie a puntate. Per sapere tutti i segreti di Maddalena, Jaykill e le Selfies segui la serie a puntate SEX AND THE SELFIESOGNI GIOVEDÌ su Filosofiga.

Scopri le altre due sezioni di Filosofiga:

Tutti gli Episodi di Sex & The Selfies

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