mad e jaykill si abbracciano

EP. 9: QUANDO UN AMICO ESPERTO È TUTTO QUELLO CHE TI CI VUOLE. L’amicizia tra Mad e Jaykill.

Spunta Jaykill dal corridoio: spalle dritte, incedere sicuro, borsa da medico figo in viaggio per convegni, capelli raccolti, sorriso smagliante.
«Bellezze!» esordisce con un occhiolino da “we bella zia” alla milanese.
Mi butto su di lui, ci ammazziamo di baci.
«Sei un incanto, sei uno schianto, amica mia. Non invecchi di un giorno: sempre la solita ragazzina tutta pepe che incontrai sulla spiaggia anni fa.»
«Già… ma con qualche tacchetta in più.»
«Ma smettila… la figa non ha mica il conta chilometri. Segui sempre la tua dieta “alcol-caffè-sigarette”? L’importante è mantenere un aspetto incontaminato come Dorian Gray.»
«Chiaro. Dopo ti racconto del mio, di Dorian

«Basta Mad: ci hai già scassato le balle a sufficienza per staseraaaa» urla Frida, gettandosi anche lei fra le braccia del nostro Dottore preferito.
«Che belle le mie amichette tutte spuppettate! Ti sono cresciuti gli ombrellini, Fri.»
«Boh, sarà la pillola. Non ci avevo fatto caso. Proviamo a chiederlo al tizio di Mad che se n’è appena andato dopo aver visto le tette di tutte.»
«Ah, era tuo quel ragazzetto che ho incontrato sotto? Aveva un’aria traumatizzata… non avrà saputo gestire cotanta fortuna!»
«Macché mio.»
«Carne da macello?»
«No, scatoletta di tonno.»
«Dai, dopo mi racconti. Dove sono le altre sexy?»
«Dentro, fanno le puritane.»
«Ora ci penso io.» dice ammiccando Jaykill, il maestro. Mi ha insegnato tutto ciò che so da quel primo giorno in cui iniziò la nostra alleanza al mare. Anzi, era una notte. Io avevo 13 anni, lui 17.

Eravamo due ragazzini ancora giovani e inesperti ma svegli, precoci, vogliosi, disinibiti e pronti a tutto. Aspettavamo solo il momento giusto per conoscerci e mettere insieme le forze. Jaykill era il più chiacchierato della spiaggia: tutte dicevano che ti ritrovavi col suo gingillo in bocca senza nemmeno accorgertene, sotto l’effetto dell’ipnosi. Jaykill non ci provava: lui ci riusciva con tutte. Giravano storie mitiche sul suo conto e a quei tempi conoscevo solo un modo per scoprire se erano vere.

 

jaykill in cabina con due ragazze, threesome, sex and the selfies

 

Io non ero da meno: avevo una reputazione da difendere. Mi facevo portare negli anfratti della pineta o al largo in materassino; sicuramente non perdevo tempo a vendere collanine alle vecchie signore come le mie coetanee.

La fauna della spiaggia, però, era composta solo da sbarbatelli fighetti di città che, alla mia richiesta di disegnare una vagina su un foglio, facevano un triangolino con una righetta in mezzo. Che tenerezza. Al che, io voltavo le spalle e me ne andavo impettita e sculettante. Volevo stare con gente che m’insegnasse tutto: era lo scopo dell’estate. Ero molto determinata ad arrivare alle superiori con il giusto bagaglio di conoscenze per essere la prima a perdere la verginità.

Così, mi sono rivolta ai leader indigeni. Invece di andare in spiaggia con la chitarra, passavo le mie serate a sbronzarmi al Luna Park con i tamarri di zona. Almeno, loro non facevano finta di ascoltarti tutta la notte sulle sdraio nella speranza di poterti toccare le tette: ti infilavano direttamente le mani nelle mutande. Un po’ buzzurri, chiaro, ma io non sono mai stata schizzinosa. Questi qua, però, risultarono peggio degli altri: non avevano la più pallida idea di dove mettere le mani, menavano fendenti a destra e a manca lasciandoti tutta graffiata e tramortita. Probabilmente alcune ragazze facevano finta di venire per accelerare il supplizio. Ma io no. Io m’incazzavo.

Tutto quello di cui avevo bisogno era un wingman, un braccio destro, un amico più grande che mi desse consigli dal punto di vista maschile… uno che nelle cabine non ci andasse per cambiarsi il costume. Ed eccomelo servito. Le anime affini si ritrovano sempre.

Esasperata e delusa dalla mia sfiga totale, una sera abbandono la caccia all’uomo e decido di recarmi in spiaggia: stelle cadenti, un po’ d’erba regalatami da qualche spasimante che sperava di ingraziarsi i miei favori, solitudine, pensieri e le mie mani amiche. Improvvisamente, una musica assordante interrompe la mia pace e un pazzoide nudo come un verme mi sfreccia davanti cantando a squarciagola What’s my age again dei Blink.

disegno, illustrazione sex and the selfies mad e jaykill spiaggia

[Disegni di Claudia]

Finita la canzone, smette di correre e torna indietro sul bagnasciuga con il pisello sballonzolante, facendo finta di non vedermi e passando oltre la mia postazione.
«Ehi, tu! Torna qua!» gli urlo. Lui si gira con una piroetta plateale e si avvicina ostentando il batacchio. E ne aveva ben donde.

«Ne vuoi un po’?» mi chiede sorridente.
«Di cosa?»
«Di ‘sto cazzo.» e continua a sorridere.
«Guarda bello, i tipi come te sono tutti uguali: millantatori e niente più. Li ho già provati tutti e non li ho trovati di mio gradimento.»
«Il mio, non l’hai mai provato.» E sorride di nuovo, gentile.
«Ma se non ce l’hai nemmeno duro.»
«Beh, se credi come le tue amichette che un uomo debba fare tutto da solo, ti sbagli della grossa, mia cara Maddalena. Da te mi aspettavo di più.»
«Come fai a…?»
«La tua fama ti precede.»
«Jaykill?»
«No, stasera sono in incognito. Mi prendo una pausa dalle ragazze che mi hanno assediato tutto il giorno.»
«Ma visto che sei qui… non perdi tempo, giusto? E già che ci sei… fai un po’ il figo. Ok, lo capisco, ma con me non funziona.» insinuo diffidente.
«In realtà no, cara: volevo solo farmi un tiro della tua erba. La si sente dal porto.»

Attenta Mad, non ti far abbindolare dalla sua psicologia inversa!

Gli passo la canna e lui si accascia sulla sabbia calda vicino a me. Ha il respiro calmo e rilassato. Non sembra per niente smanioso come tutti gli altri. Mi ispira un grande senso di fiducia e serenità. Stiamo zitti per un po’ a guardare le stelle cadenti e a dire “Eccola!” insieme.
«Sai, sei fortunata, Maddalena: stasera sono molto tranquillo… Non ho la scimmia della scopata, perché ci ho già dato parecchio dentro. Però, visto che muori dalla voglia di farti ciucciare le tette, se vuoi, un po’ di energia mi è rimasta… e la uso volentieri per quei bei meloni in piena fioritura ormonale che ti ritrovi.»

Eccolo all’attacco con la psicologia inversa. Mad, non cadere nella trappola!

«E cosa te lo fa credere?»
«Io queste cose le so.»
Non mi aveva convinta, ma ero curiosa. Mi avvicino, mi sposto leggermente il costume e offro un capezzolo alle sue labbra.

Ho visto più stelle cadenti in quei dieci secondi, che in tutta la serata.

Dopo essermi ripresa dai brividi e dalle stelle cadenti, gli dico: «Va bene sei bravo, lo ammetto. Qual è il tuo segreto?»
«Vedi, Maddalena, io non dico mai le stesse cose a tutte le ragazze, come fanno quei bifolchi che hanno imparato un paio di formulette che ripeteranno ossessivamente per il resto dei loro giorni. Io, ho la capacità di capire cosa vuole sentirsi dire una ragazza e di metterla a proprio agio. In questo modo la porto a fare semplicemente quello che vuole lei stessa. Trovo il suo grilletto, il suo punto debole, e faccio un po’ di pressione… ma dolcemente. Vedi, non ti ho palpata con mano viscida o arrogante, non ho cercato di toglierti il pezzo di sopra con abili trucchi: sono arrivato a fartelo fare da sola. È vero o no, che le tette son la tua cosa preferita?»
«Beh, sì, è vero. Ma come facevi a saperlo?»

«Io vado a feedback, ascolto le reazioni del corpo… e poi scocco la freccia nel centro. Chi ha occhi per guardare, sensibilità per intendere, lo capisce: tu protendi le tette verso gli altri. È facile intuirlo. Ti ho ciucciata come volevi?»
«Sì. Più o meno, in realtà. Io farei di meglio a me stessa, se potessi.»
«Beh, allora mi devi insegnare. Io amo le donne, sai. Le adoro, le venero. Ma soprattutto voglio farle godere. Voglio liberarle. Voglio sapere tutto su di loro… solo che non ho una sorella o un’amica vera che mi dia le giuste dritte, capisci? Ho solo un fratello molto più piccolo che non può nemmeno farmi da spalla…»

Era chiaro che io e Jaykill fossimo animati dallo stesso interesse. Ci riconoscemmo come simili e, da quel giorno, diventammo fratelli. Ora siamo qui, nella casa delle Selfies, a fare i cretini e a parlare di sesso… non abbiamo mai smesso, in fondo. Speriamo che questo Natale insieme ci regali molte sorprese!

LEGGI L’EPISODIO SUCCESSIVO.

Non conosci i personaggi, né l’inizio della storia?

Fai la conoscenza di MADDALENA, la nostra sexy Cappellaia matta, e delle altre Selfies nel PRIMO EPISODIO della serie a puntate. Per sapere tutti i segreti di Maddalena, Jaykill e le Selfies segui la serie a puntate SEX AND THE SELFIESOGNI GIOVEDÌ su Filosofiga.

Scopri le altre due sezioni di Filosofiga:

Tutti gli Episodi di Sex & The Selfies
 

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