illustrazione disegno sex and the selfies donna e uomo al bar

EP. 6: GIOCO DI POTERE FASE 1. L’inizio di Mad e Dorian.

Sono in un bar del centro a fare un brunch domenicale e solitario per programmare la mia agenda settimanale. Di fianco a me c’è un branco di ragazzi più giovani che conosco ma che non ho voglia di salutare. La vicinanza del mio tavolo al loro fa sì che io senta tutte le conversazioni becere sulla serata in discoteca. Non sollevo mai la testa. Onde evitare che qualcuno di loro si senta obbligato a salutarmi. Voglio sembrare una tipa molto assorta che non gradisce essere disturbata. Appunto per me stessa: la domenica uscire sempre con un cappello a tesa larga che mi possa coprire gli occhi.

 

A un tratto sento una voce calda che spicca sulle altre per il timbro profondo e suadente. Non resisto. Tento una sbirciata furtiva: incontro immediatamente i suoi occhi incredibili al fondo del tavolo. Mi trapassano da parte a parte. Una scossa elettrica al cervello.
Da quanto tempo mi sta guardando? Mi sono mangiata le unghie, mi sono grattata la testa… E il naso? No, il naso no. Ho succhiato la penna emettendo rumori strani… Sì, va beh, niente di grave. TUTTO A POSTO.

Tanto non verrà a salutarmi. Accenna solo un ghigno luciferino. Però, quanto è bello…

Prima che riesca a formulare un piano d’azione per non sembrare una rincoglionita totale come la volta scorsa, lui prende la sua sedia e in un secondo, con un’abile mossa, la sposta di fianco alla mia.
Si siede. Prende la mia agenda. Inizia a scrutarla con fare a metà tra l’arrogante e l’annoiato.
«Vedo che hai un buco giovedì», mi dice con tono grave, quasi prepotente. Poi me la posa di nuovo davanti.

Rimango inchiodata con gli occhi fissi sul giovedì e non riesco a rispondere niente.
Noto le sue mani magre ed esili, femminili; allo stesso tempo così virili e arrapanti. Mi fa proprio uno strano effetto questo ragazzo dagli occhi incantevoli: sono improvvisamente tornata una pivella di sedici anni, forse meno. Non capisco perché mi emozioni così tanto, ma sicuramente non promette nulla di buono.

«Segna un caffè con Dorian.» mi dice poggiando l’indice affusolato sulla pagina. Poi silenzio.

Rapita da una strana sensazione di sospensione del tempo e dello spazio, poso il mio sguardo sul suo dito. Velocemente risalgo verso il braccio, verso la curva sinuosa della spalla… il collo delicato, le labbra talmente chiare che sembrano trasparenti.
Deve essere molto più giovane di quello che sembra. La grana della pelle è intatta, senza segni evidenti; a parte qualche lieve solco dell’acne. Eppure, le pagliuzze grigio scuro dei suoi occhi lasciano trasparire qualcosa di oscuro e dissoluto.

Mi trovo di fronte a un grave, gravissimo problema: gli occhi più magnetici che abbia mai visto, la voce più seducente che abbia mai ascoltato, le mani che vorrei su di me più di ogni altra cosa. Oddio, soffoco!

 

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[Disegni di: Claudia]

Chiamo a raccolta tutte le forze che ho a disposizione e distolgo lo sguardo. Non posso più sostenerlo. A meno che non voglia essere incenerita, o meglio ibernata.
Esalo un timido «Ok», e mentre sto per aggiungere qualcos’altro, lui si alza, riprende la sedia e torna al suo posto.
Mi sgancio dall’occhio del ciclone come uscita da un risucchio e il tempo ricomincia a scorrere normalmente; forse più velocemente, addirittura; per recuperare la pausa di prima.
Lo sento chiacchierare con i suoi coetanei come se nulla fosse successo.

Fine.

Inebetita e un po’ sconvolta, fisso il foglio dell’agenda e, con ostentata nonchalance, segno “caffè con Dorian”; proprio come mi ha detto lui. Non voglio che veda che ho seguito il suo ordine. Mi vergogno, come se mi stessi facendo portare al guinzaglio in mezzo a tutti. Odio fare quello che mi si dice; eppure con lui non posso farne a meno. Faccio finta di essere concentrata su qualcosa per un quarto d’ora circa, ma non riesco a scrollarmi di dosso il pensiero di giovedì. Maddalena, perché stai avendo una reazione così spropositata?

Aspetto ancora un attimo per andarmene… che non pensi che mi sono data alla fuga. Poi, con grande forza d’animo, esco dal bar senza degnarlo di uno sguardo; come se questo mio gesto pareggiasse i conti del mio orgoglio. Non è così. Mi conosco: è iniziato un gioco di forza – più con me stessa che con lui – per cui non cederò alle sue provocazioni.

Arrivata a casa, mi butto sul letto in uno stato semi-confusionale. La prima cosa che faccio è guardare da ogni verso e da ogni lato la scritta “caffè con Dorian” come se potesse rivelarmi nuove prospettive.
Ne ho abbastanza! Con una furia esasperata inizio a masturbarmi per cacciare via ogni pensiero, per liberarmi dal giogo che pesa sul mio corpo, per allontanare quegli occhi grigi che m’ingombrano la mente.

Ce l’ho quasi fatta, ho riacquistato la libertà in palmo di mano: sto per esplodere in un sereno e indipendente orgasmo.

Ma tra un sospiro e l’altro, la mente s’impenna imbizzarrita. E i suoi maledetti occhi si fanno largo tra le numerose immagini di altri scenari possibili. Quando il piacere m’invade, quegli occhi sono lì, davanti a me, senza via di scampo; come un funesto presagio.

Sono in trappola.

 

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FINE DELL’EPISODIO.

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Fai la conoscenza di MADDALENA, la nostra sexy Cappellaia matta, e delle altre Selfies nel PRIMO EPISODIO della serie a puntate. Per sapere tutti i segreti di Maddalena, Jaykill e le Selfies segui la serie a puntate SEX AND THE SELFIESOGNI GIOVEDÌ su Filosofiga.

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