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EP. 12: L’UOMO CHE SUSSURRAVA AGLI ANI (PARTE 2). Il primo rapporto anale di Alma.

Appena alzata, mi dirigo miope al bagno, ispezionandolo col naso spalmato sulle mensole e gli occhi a fessura, in cerca degli occhiali. Finalmente inforcati, mi rendo conto che c’è Alma seduta nuda sul gabinetto: «Hihihi… Mi fai troppo ridere, Mad. Se ti vedesse uno dei tuoi spasimanti…!»
«I miei filarini non conoscono questo mio lato da topo marcio. Se son belli, tengo le lenti per dormire; se son brutti, me le tolgo e non le rimetto più. Facilissimo.»
Sbircio Alma asciugarsi la bella patatina gonfia e liscia… e ringrazio di vederci.

«Pensavo dovessi lavorare stamattina!» le dico sporgendomi in ingresso per controllare la situazione. I piedi di Jaykill spuntano dal suo letto dietro il cartongesso: sta ancora dormendo. «L’hai rovinato, eh?!»
«Sì… E mi sono anche data malata a lavoro. Non sei fiera di me?» dice ridendo.
«Sarò fiera di te solo quando saprò tutti i dettagli… Ti ho sentita guaire tutta la notte!»
«Chi è che tiene sveglia l’altra, adesso?» dice con una faccetta maliziosa e frizzante. Alma oggi ha gli occhi grandi, riposati, pieni di una nuova luce. Peccato che prima o poi se ne caverà uno, visto che si divide le ciglia con gli aghi che usa per cucire. Mentre svolge questa delicata operazione, inizia a raccontare.illustrazione alma e mad allo specchio, sexandtheselfies

[Disegno di Anna]

«Quando siete andate a dormire… Tra parentesi: grazie che avete levato le tende alla veloce. Pensavo non l’aveste capito.»
«Cosa? Chi? Capire cosa? Che ci stavi dando una mirabile dimostrazione della tecnica della troia silente o che avevi le bave lunghe fino al culo? No, in effetti non si capiva. Suvvia, Al. Fammi il favore. Racconta, piuttosto.»
«Ihihi… Beh, lui ha iniziato a farmi un massaggio. Ero stanca, fatta, ubriaca, mi sono talmente rilassata che forse mi son quasi addormentata. A un certo punto, non mi ricordo quale esattamente, probabilmente tra l’osso sacro e la riga del sedere, mi ha presa in braccio mentre avevo ancora gli occhi chiusi e, prima di buttarmi sul letto, mi ha baciata. Era tanto che non ricevevo un primo bacio… Che belli i primi baci! Quindi… sì, eravamo sul letto… ha continuato a massaggiarmi e intanto mi sfilava un vestito alla volta.»

«E tu?»
«E io… Niente, mi lasciavo massaggiare e baciare… E spogliare. Era così bello non dovermi impegnare a fare cose! Ho seguito quello che accadeva. Mi stavo godendo talmente le sue carezze che… non mi sono nemmeno accorta di…», fa una pausa con la faccia sognante, «sai che… ce l’aveva così grosso e così duro, che sinceramente non mi sono accorta del preservativo fino alla fine?»
«Non ho alcun dubbio, amica. E così hai conosciuto Mr. Hyde, eh?»
«Cioè?»
«Il pene di Jaykill.»
«Eh sì. Ihihi… È pazzerello, quel pene lì. Fa tutto da solo. Mi ha fatta godere in un mooooodo, Mad… Non so come descrivertelo: una sensazione mai provata prima.»
Alma è la donna dei “sempre” e dei “mai”, le sue due parole preferite.

«Sai, avevi ragione: non è affatto male fare sesso senza sentimento…»
«E lo dici a me?»
«Perché in realtà è stato tutto molto dolce lo stesso. Mi ha tenuta stretta, mi ha coccolata, mi ha fatta sentire bene. Anche quando aveva finito.»
«Cosa pensavi? Che ti tirasse un calcio nel culo e ti sbattesse fuori da camera tua?»
«No, però… È stato davvero carino.»
«Odio questa parola. Carino è inculato in piazza. Sempre per rimanere in tema…»
«Sei nervosa stamattina?»
«No, sono agguerrita: mi sto preparando per la serata con Dorian. E poi io non ho passato tutta la notte a farmi inculare! Mi avrebbe rilassato molto…»
«Ma cosa dici, sei matta!? Che ne sai che mi sono fatta…?»
«Te lo ripeto, Al: fammi il favore. Quei guaiti possono corrispondere a una cosa soltanto… Vai avanti.»

«Non mi ricordo bene… So solo che dopo un po’ che lo facevamo, mi ha presa, mi ha girata e… Mad, ero così bagnata! Ero eccitata da morire, ma non ero ancora venuta… Morivo dalla voglia, capisci?»
«Eccerto! È questo il trucco. Il ragazzo sa cosa fa.»
«Mi ha cinto sotto il seno con un braccio: mi sosteneva mentre io mi abbandonavo. L’altra mano invece se la infilava in bocca e poi nel mio… Sì, dai, hai capito… Lì dietro! Poi si metteva di nuovo le dita in bocca, poi le passava sulla mia patatina… poi le spostava nella mia, di bocca. Ho assaggiato il mio sapore per la prima volta: è stato stranissimo, ma mi ha eccitato ancora di più… Le sue mani erano ovunque, in bocca, lì sotto, dietro, nel…»
«…C-U-L-O!» le urlo ridendo per spezzare quel pathos che stava creando.

«…Mi stimolava un punto col dito che aveva infilato…»
«…Dietro il coccige?»
«Sì, brava! Come fai a saperlo?»
«Mmmm… Intuito.»
«E sai cos’ha fatto?» dice sgranando gli occhi a palla.
«Cosa?» rispondo io, imitandola.
«Ha iniziato a sussurrarmi porcate all’orecchio, Mad! Io le ho sempre odiate ‘ste cose… mi facevano un po’ ridere, un po’ ribrezzo, ma soprattutto mi facevano deconcentrare. Lui invece mi ha fatto venire i brividi… e una voglia matta di continuare…»

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«Tesoro, ma gli altri erano degli incapaci! Da oggi iniziamo un nuovo capitolo, ok? Anzi, un nuovo libro! Jaykill è qua apposta. Cosa ti ha detto di così sconvolgente e arrapante quel porco malefico? Sono curiosa!»
«Dai, mi vergogno!»
«Con me? Figurati!»
«Mi ha detto cose tipo: “Lo vuoi ‘sto gran cazzo nel tuo piccolo culetto, porcellina?”»
«Però… Che gentleman!» le dico io, immaginandomi la scena, «E tu cosa gli dicevi… “porcellina”?»
«Io? Niente. Io annuivo. Non capivo più niente, Mad! Lo volevo tantissimo… Così me l’ha appoggiato LÌ e ha spinto un pochino. È entrato subito, non mi ha fatto per niente male!»

«Al, a volte mi sembri così ingenua. Secondo te, se facesse male, lo spaccerei alla mia migliore amica come una delle cose più belle della vita? Se lo vuoi davvero, non fa male.»
«Non è entrato tutto, però…»
«Tesoro, questa è la lezione n. 122, tu sei solo alla n.8 ahahah! »
«Non sapevo che potesse essere così piacevole! Quasi quasi…» dice sporgendosi a guardare in ingresso, «Dorme ancora?»
«Al, se t’impegni, stamattina, forse riesci ad arrivare a molto più che “piacevole”… Però prima finisci di dirmi! Te l’ha buttato e poi? Sei venuta? Con un cazzo su per il culo?»
«Sì, sì, son venuta, ma non così…» risponde lei, ormai distratta, continuando a guardare i piedi di Jaykill che spuntano dal letto.

«Al.»
«Eh.»
«Dai, continua!» le dico bisbigliando, perché Jaykill ha iniziato a muoversi.
«Te l’ho detto, è entrato poco. Non so come abbia fatto, ma deve aver capito che stavo per venire… In quel momento si è tolto e mi ha fatto venire con le dita. È stato incredibile, sai? Vado a ricominciare.»
«Brava, vai, vai! Così: puppe all’aria e culottes trasparenti… Dagli il buongiorno!» le dico dandole una pacca sul culo.
Lei si gira e mi dà un bacino: «Grazie, amica!»
«E di che? Ringrazia Jaykill, piuttosto: ti ha insegnato che il sesso può essere bello e dolce anche senza tutto questo fantomatico amore che, guarda caso, non ti ha mai fatta godere così tanto.»
«Davvero! Però tu non passare dall’ingresso per un po’…»

[Disegni di Cecilia]

LEGGI L’EPISODIO SUCCESSIVO.

Oppure, se non l’hai ancora fatto, leggi la PRIMA PARTE DELL’EPISODIO: L’UOMO CHE SUSSURRAVA AGLI ANI.

Non conosci i personaggi, né l’inizio della storia?

Fai la conoscenza di MADDALENA, la nostra sexy Cappellaia matta, e delle altre Selfies nel PRIMO EPISODIO della serie a puntate. Per sapere tutti i segreti di Maddalena, Jaykill e le Selfies segui la serie a puntate SEX AND THE SELFIESOGNI GIOVEDÌ su Filosofiga.

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