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È NATO PRIMA L’UOVO O LA GALLINA? I SEGRETI DELL’OVULAZIONE FEMMINILE CHE TUTTI DOVREBBERO CONOSCERE

Come tutte le galline che si rispettino, le donne fanno le uova. Eh già. Solo che le uova delle donne si chiamano ovuli, ma sempre di uova si tratta.
Quante ne fanno? Chi lo sa? Maddalena e le altre Selfies intervistano un po’ di gente a caso durante le loro scampagnate ricreative. Io come al solito faccio da portavoce.
Qualcuno per ridere risponde: “Una al giorno, come le galline, appunto.”

Molti uomini, però, non capiscono nemmeno la domanda e, dopo aver riflettuto a lungo, rispondono cose a caso, tipo: “Mmmmm… due”, confondendo gli ovuli con le ovaie. La maggior parte delle persone non ha la più pallida idea di come funzioni il meccanismo dell’ovulazione femminile ed è un peccato davvero, considerando che in essa sono racchiusi i segreti dell’evoluzione della nostra specie (ma di questo parleremo un’altra volta).

Tra queste persone, il 99% sono uomini e l’1% sono donne che evidentemente hanno perso il contatto con il loro essere pollastrelle. Le ragazze che sapevano rispondere in modo corretto alla domanda sono rimaste sconcertate dall’ignoranza dei loro consorti, filarini, usceri e varietà di plus one. Io sinceramente no, perché so che le coppie parlano di tutto, tranne che delle cose veramente importanti. Ennesima dimostrazione della mancanza di comunicazione tra i due sessi, nonché della disparità di dimestichezza nella materia.

Vedendo i ragazzi tentennare e incespicare, le Selfies decidono di dar loro una mano:
“Perché secondo voi le donne hanno le mestruazioni una volta al mese?”
Lampadina che s’accende: “Ah, giusto! Producono un uovo al mese”.
Sbagliato di nuovo. La donna non produce gli ovuli: ce li ha già. Semplicemente, ne rilascia uno al mese dal suo piccolo serbatoio di ovuli (le ovaie): si chiama giorno dell’ovulazione ed è il giorno in cui la donna depone l’uovo. Solitamente, si ovula un mese da un ovaio e il mese successivo dall’altro, ma non è sempre detto. E fin qui, tutto ok.

La domanda, però, non è “quanti ne fa” – abbiamo detto che ne rilascia uno al mese – bensì “quanti ne ha”, visto che li possiede già.
“In che senso li possiede già?” sguardi sconvolti dei gentlemen.
Risposta (ancora più sconvolgente): nel senso che ogni donna ha un numero preciso di cartucce e che dalla prima ovulazione inizia a spararne una al mese, fino ad esaurimento scorte. A quel punto, si va in menopausa e non perché una donna smetta di funzionare, ma perché l’ultimo uovo è stato deposto. Fine.

“Ma, allora, quando si formano ‘ste benedette uova?”
Le cellule uovo (oociti) si formano al quarto mese del feto (di sesso femminile, ovviamente, ma mai dare nulla per scontato di questi tempi), indi per cui, se torniamo alla domanda primigenia “è nato prima l’uovo o la gallina?”, si dovrebbe rispondere l’uovo, perché la gallina nascerà solo 5 mesi più tardi, munita della sua riserva di cellule uovo che avrà a disposizione durante il periodo fertile. Non ne produrrà di nuove: sono quelle e basta. Infatti, gli oociti sono tra le cellule del corpo umano che vivono più a lungo.

“Quindi, quante munizioni ha a disposizione?”
Più di un milione
, alla nascita. La questione, però, non è così semplice. Le cellule uovo, infatti, non sono ancora ovuli veri e propri, ma solo uova in potenza, che al momento della pubertà si sono già ridotti a 300.000 per un processo di degradazione di cui non si conosce bene il meccanismo.
Alcune di queste cellule uovo tenute in serbo si trasformano in ovuli rilasciabili una volta al mese per essere fecondati, altre no. E anche qui, la scienza ci lascia insoddisfatti: non si sa perché alcune vadano bene e altre invece no.

Fatto sta che una donna non ha 300.000 possibilità di vedere le sue uova fecondate, ma molte di meno: alla fine della fiera, rimangono 400 uova.

Breve calcolo: una mestruazione al mese = un ovulo al mese; per 30-40 anni di cicli mestruali; si arriva a un numero (leggermente variabile da donna a donna) che si aggira intorno ai 400 ovuli fecondabili. Non per buttare ansia stile #fertilityday, ma è così. In questo modo, si spiegano meglio alcune dinamiche come “l’Effetto-Dobermann” che vede alcune donne tra i 30 e i 40 anni trasformarsi in cani rabbiosi mossi da un unico e chiaro obiettivo: “caro, oggi figliamo”. E si comprende meglio anche la decisione di alcune donne di assicurare il proprio salvadanaio attraverso il congelamento. Sapendo come stanno le cose, ora, si può evitare di insultare codeste gentili signorine con sguardi schifati, giudicanti e ignoranti.

Bene. Infine chiediamoci: come si sentirebbero gli uomini ad avere le cartucce contate? Ci avete mai pensato? Che tragedia se ci fosse un numero massimo di schizzate! Qualcuno le avrebbe già esaurite tutte… altro che “non disperdere il seme”, cecità e via dicendo. Ma ringraziando il cielo, il buon Dio, la biologia, Darwin, Madre Natura e Giove, non è così: si può continuare a praticare la masturbazione senza ritegno. Alle donne, però, non è stata data molta scelta: non possono decidere di sparare a salve. Al massimo, possono prendere la mira invece di sparare un colpo in aria, ma l’ovulazione avviene comunque, a prescindere dalla loro volontà. Tutto questo è molto interessante e importante e merita quindi una riflessione più approfondita nei prossimi tempi.

Per adesso, almeno, sappiamo due cose:
1. È nato prima l’uovo della gallina.
2. L’ovulo da cui siamo nati si è creato nella pancia della nostra nonna materna. Per cui, in un certo senso e solo per metà, la nostra esistenza comincia lì.

[Immagine di copertina: Tumblr Reblololo]

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