caccia_peni_filosofiga

Quando una donna va a caccia di balli calienti, di erba e di peni, è più facile che trovi quella illegale che tutto il resto.

Esco da sola, come molte volte mi capita. Esco per fare ricerca, per pensare… e per divertirmi, soprattutto. Lo dico a voce alta, senza remore. Mi sento in splendida forma: son figa, vogliosa, e tutti lo sentono.

Stasera non posso fare la preda. Stasera si va a caccia: niente principesse sul pisello che aspettano di essere conquistate.

Entro nel primo bar, uno a caso che m’ispira, e chiedo all’egiziano dietro al bancone quali Gin offra la casa. «Tanqueray ti va bene?» «No.» dico io, «Non avete l’Hendrix?» «Sì, ma costa di più.» Eh, va beh, farò questo sforzo. Sarà una serata lunga: meglio bere bene fin da subito. «Sei da sola?» «Sì, mi sono appena trasferita e non conosco nessuno. Consigli su dove andare stasera?» «Mmmm, capito tutto. Aspetta qui.» Grida dal bancone: «MICHAEL! Vieni qua! Dai tu da bere alla ragazza!»

Poi si gira verso di me, con fare complice, e mi dice: «Psss, io sono gay, sprechi tempo con me. Ti sto mandando quello con la minchia grossa.» E mi fa l’occhiolino. 50 punti per il gaio egizianello.

Arriva Michael, il nero bono, l’armadio d’ebano. «No, troppo ghiaccio, mettimene un po’ di meno», gli dico sporgendomi sul bancone e facendo un po’ la stupida. «Ecco qua.» mi sorride, «Sei sola?» «Sì. Dove si va stasera?» «Dipende da cosa cerchi…» Ci penso un attimo. Non so quasi mai cosa rispondere. Difficile a dirsi. Questa volta, però, forse ne ho una vaga idea. «Cerco fondamentalmente tre cose: buona erba, buona musica e se possibile una buona scopata. Tutte tre insieme non sarebbe male, ecco.» Michael sorride. «Vai da X, allora. Ti accompagnerei io, ma ho già dato ieri…»

Vorrei chiedergli in quale dei tre ambiti abbia “già dato ieri”, ma mi tappo la bocca perché ho già capito che è una partita persa. Non è interessato. «Non ti preoccupare», gli rispondo, «Sono qua fuori a fumare.» ed esco col mio drink.

Ha il tempo di un Gin-tonic per cambiare idea, il tempo di una sigaretta per chiedermi il numero. Niente accade. Fuori uno.
No, non è più il tempo dei gentiluomini che invitano le dame a ballare! Non si può restare in attesa contro il muro, rischiando di diventare parte della tappezzeria… l’ultima a essere scelta: la racchia, la pazza, la sfigata, la disperata.

Non so se dare retta a Michael sul locale in cui trascinare il mio bel culo. Se persino i neri non sono più una sicurezza per quanto riguarda il sesso, può darsi valga lo stesso per la musica. Poi, però, la mia pigrizia unita allo stereotipo “Save the last dance” ha la meglio sui miei dubbi… e decido di dirigermi verso X.

Il posto è terribile, una finta serata hip-hop commerciale per fighetti impomatati. Si sente la musica di merda già da fuori. Mi metto in coda per entrare, tanto ormai sono qua. Due ragazzi mi si avvicinano guardinghi. «Ciao… sei sola?» «Sì.» «Sei in lista?» «No. Bisogna?» «Eh, sì… come credi di entrare?» «Con la figa, tesoro.» Facce sconvolte dei ragazzini. Quanto mi diverto! «Possiamo entrare con te?» «Certo, accomodatevi.» «Grazie! Ma davvero sei sola?» «Ma sì, son da sola! Che male c’è?» «Marco, ‘sta qua è matta. Va a ballare da sola…»

In quel momento arrivano due loro amiche: stangone, tappate, tirate a lucido. Io sono il solito nano. «Lei è Maddalena, è qua da sola.» Sorrido divertita per questo nuovo epiteto. Le tipe mi tendono la mano diffidenti, preoccupate che possa essere una minaccia per le loro mire espansionistiche notturne. «Beh, vedo che ormai siete in ottime mani e che non faticherete di certo a entrare…» dico ai due ragazzi, ma non m’ascoltano nemmeno più.

Del resto, “two gust is megl che one”. Fuori due. Devo decisamente impegnarmi di più. O attirerò solo materiale scadente.

Salto la coda e vado direttamente dal buttafuori. «Ciao, quanti siete?» «Una.» «Sei sola?» «Sì.» «Va bene entra.» «Grazie.» Saluto con un gesto della mano i due ragazzi che si mettono alla fine della coda. Appena dentro, l’afrore micidiale della fauna m’assale. Gli uomini profumano come puttane francesi e si guardano intorno impauriti dall’alto delle loro “vip lounge” con tavolo e bottiglia. Tutti annoiati a morte, nessuno che balla. Gesù, Michael! Hai decisamente toppato! Impreco mentre vado a farmi un giro di ricognizione.

Gruppo di ragazzi imbellettati, con l’aria di essere in cerca di avventure… o forse no. Non avranno mai dell’erba, ma sembra si possano fare almeno due chiacchiere. «Ciao, lavorate qui?» «Sì.» «Ah. E… quando inizia la serata vera?» «Stasera è pacco.» Ah, beh, se lo dicono pure loro… Significa che non hanno molta fiducia nelle loro capacità di cambiare il corso degli eventi.

E, infatti, tornano passivamente a concentrarsi sul loro cocktail, senza offrirmene nemmeno un goccio. Nessuna galanteria è più di casa, ormai. Fuori tre.

Esco sul terrazzo a fumarmi una sigaretta. Il mio fiuto da cagna mi porta da un ragazzo carino, solo, dall’aspetto un po’ tossico. Ed eccoci qua: siamo al punto dove si conclude la mia serata. «Ciao, lavori qua?» «Sì.» «Va beh, senti, ci rinuncio: sembra che tutti lavorino in questa discoteca.» «Sì, facciamo i PR…» (OMG.) «Bene, e la si può chiedere una canna ai PR?» dico avvicinandomi con aria sfacciata. Si mette a ridere. Meno male.

«Sei venuta dalla persona giusta», mi dice. «Ho ancora una cannetta: ce la fumiamo insieme.» Sia lodato il Signore!

La accende e iniziamo a chiacchierare. «Sei sola?» «Sì.» Pausa. «Sei venuta a ballare da sola?» ripete. «Sì, sono venuta a ballare da sola. Tu non vai mai a ballare da solo?». Lo dico così, giusto per, forse perché ormai sono troppo abituata a ripetere le stesse cose anch’io, e non perché mi aspetti una risposta diversa. Lo chiedo solo per dire a me stessa di averci provato ancora una volta a non abbandonarmi allo stereotipo del ragazzo noioso da discoteca, quello con le sopracciglia curate, che sembra pecorone… e in realtà è proprio così.

«No, non vado a ballare da solo. Ma quanti anni hai, scusa?» Ecco, quando i ragazzetti mi fanno questa domanda, non so mai se son preoccupati che io sia una vecchia porca o una minorenne. Gira che ti rigira, alla fine mi dice: «Vuoi che ti riaccompagni a casa?» Bello mio, prima che ti faccia vedere dove abito, ne passa di acqua sotto i ponti!, penso, ma dico: «Magari sì, grazie.», perché con gente così bisogna essere veramente moooolto basic. O non si cava un ragno da un buco. A questa mia risposta, lui si è già venuto nelle mutande: lo sento dal suo odore.

Mi si avvicina, impaziente di applicare il suo membro alla mia gamba per mostrarmi quanto si sia eccitato alla sola idea, e si erge contro di me in quella che spera essere tutta la sua possanza. Mi guarda, rispondo allo sguardo. Lentamente, sposto lo sguardo sulla sua bocca, poi sul suo collo… e mi avvicino per respirare il suo odore.

Buono. Almeno i profumini e le cremine li abbiamo lasciati a casa stasera. Respiro, appoggio le mie labbra al suo collo, primo contatto con la sua pelle… la pelle di una persona nuova. Sento odore di uomo sotto il bagnoschiuma… Ed ecco che inizia a salire. Sento piccoli fremiti là in basso… Forse sto iniziando a bagnarmi.

Ed è proprio allora che lui si sposta. «No, ti prego, resta», gli dico subito io, mettendo la mano sul suo collo e portandolo a me. «Annusami anche tu.»

«Perché?», mi chiede lui scostandosi ancora, evidentemente turbato da questa mia richiesta. E decido di imboccarlo un’ultima volta. Perché, se non va con questo, non ce ne sarà un altro per stasera, non ne posso più. «Perché è bello, no?», cerco di rassicurarlo. «Ok.», dice leccandosi le labbra. Si avvicina, ma dopo pochi secondi, ride imbarazzato e si sposta.

«Dammi il tuo contatto facebook.», mi dice, agitato. No, non te lo do, cazzo. «Te lo do se stai vicino a me… », dico «ecco, così… e mi annusi.» A questo punto è diventata una questione di principio. «Ma perché?» mi chiede di nuovo.

«Perché…» e gli sussurro all’orecchio, «…se ti si rizza… e mi si bagna… mentre respiriamo i nostri odori che si mischiano, è un buon segno, non credi?» Niente, non ci riesce, ragazzi. Non ci riesce. Probabilmente puzzo. O forse sono troppo aggressiva, non lo so.

So solo che ogni lasciata è persa, Stefano. Io sono qui, adesso, non un’altra volta, non dopo, a casa. Imparalo. Anzi, imparatelo tutti. Volete infilare il vostro pene dentro la vagina di una donna (cosa abbastanza intima, tutto sommato), ma non siete in grado di fare qualcosa di davvero intimo come annusarla e conoscerla dal suo odore. Vi siete infighettati, avete portato il vostro pene fino a questa discoteca pulciosa… E per cosa? Quanto è difficile, non è vero, fare qualcosa che non preveda il rapporto sessuale bum bum bum, al sicuro delle vostre stanze e dei vostri schemi mentali!

Fuori quattro. Grazie della canna comunque. Mentre torno a casa con un taxista bavoso che mi fissa le gambe, penso che di questi tempi sia di gran lunga più facile trovare da fumare che da scopare.

Mentre apro il portone, ragazzi schiamazzanti sfrecciano in macchina e mi lanciano delle uova marce. Ottimo epilogo della serata. Ora puzzo davvero. Eh sì, son la dama che torna frustrata dal ballo, quella che si crede tanto figa col suo nuovo vestito di fronzoli e invece sembra solo una povera scema. Scoppio a ridere e butto tutto in lavatrice.

 

ALTRI ARTICOLI:

GLI ESPERIMENTI DA PRIMO APPUNTAMENTO DI MAD

PERCHÉ TENERE APERTI PIÙ FRONTI DI CONQUISTA PUÒ ESSERE UNA MOSSA VINCENTE

 

Il blog Filosofiga

Scopri chi siamo e di cosa parliamo.

Se vuoi conoscere Mad e le sue storie, inizia la serie SEX AND THE SELFIES.

Se vuoi addentrarti nel mondo di Filosofiga e dei suoi consigli piccanti, vai nella rubrica SEXPERT dove troverai le tecniche per fare ottimo sesso orale e molto altro!

Trovi i migliori spunti erotici nella sezione ECCITAZIONI COLTE.

Tutti gli Episodi di Sex & The Selfies
 

Attenzione! Questo sito è riservato esclusivamente a un pubblico adulto. E’ severamente vietato l’accesso ai minori di 18 anni. Le pagine a cui avrai accesso presentano contenuti e immagini riservati a un pubblico adulto, con riferimenti di carattere erotico. Se per motivi religiosi, morali, personali, etici o altre ragioni, ritieni offensivo  il contenuto sopra delineato, clicca subito il pulsante ESCI. Cliccando invece sul pulsante Accetto, dichiari di essere maggiorenne, che la legislazione del paese da cui stai accedendo ti consente la visione di immagini e testi a contenuto erotico e sessuale, di essere consapevole dei contenuti trattati non ritenendoli offensivi, di non portare in alcun modo a conoscenza di minori tale contenuto e di sollevare da qualsiasi responsabilità Cimi S.r.l. e il sito in oggetto, avendo accettato tutte queste condizioni e informazioni. Cimi S.r.l. e Filosofiga non saranno ritenute responsabili di eventuali conseguenze legali legate all’accesso fraudolento o all’uso fraudolento di questo sito web.

error: