Opera d'arte di Sophia Weisstub come metterglielo nel culo filosofiga

COME METTERGLIELO NEL CULO. CONSIGLI PER CHI È ALLE PRIME ARMI.

IL PRIMO STADIO

Innanzitutto, bisogna partire dalle considerazioni preliminari. Nel “primo stadio” – piuttosto comune a dire il vero – ci sono due individui che hanno regolari rapporti sessuali (ma mai di genere anale). L’individuo di sesso maschile vuole solitamente mettere il suo membro nel culo dell’individuo di sesso femminile. (Parleremo anche della situazione opposta e contraria, ma un’altra volta). Tuttavia, in questo primo stadio, l’avvicinamento all’ano non è ancora avvenuto, nemmeno sotto forma di dito infilato. Magari se n’è parlato, magari si è anche tentato, ma la situazione rimane la stessa: lei non ne vuole sapere.

Eppure, che lei voglia avere un rapporto anale è ovviamente la condizione sine qua non perché questo avvenga. Altrimenti, non si va da nessuna parte (a meno che non vogliate prenderglielo con la forza, ma lo sconsiglio fortemente). Ci si può arrivare, non temete. Bisogna solo essere molto calmi e pazienti, e iniziare dalle basi, cioè dalla familiarizzazione con le dita. Poi, si potrà passare al secondo stadio: “Come penetrarla” e al terzo: “Come buttarglielo meglio”, ma solo quando sarà lei a pregarvi di farlo (perché le dita non le basteranno più). Talvolta, invece, si dovrà desistere, e accontentarsi di rimanere al primo stadio, che, comunque, può donare grandi e voluttuosi piaceri.

COME INIZIARE

Per arrivare ad avere un rapporto anale con una ragazza che non l’ha mai avuto e che ha timore a farsi infilare anche solo un dito, dovete quindi partire da lontanissimo. Potrebbero volerci settimane, persino mesi. Il miglior modo per iniziare la conquista dell’ano sono le carezze sui glutei durante un rapporto in cui lei sta sopra. Il contatto visivo è un elemento fondamentale della faccenda: dovete guardarla negli occhi per stabilire un contatto che vi faccia capire le sue emozioni e le faccia passare le sue paure. Prendete le sue natiche tra le mani, compiendo movimenti morbidi e circolari, in modo da massaggiare quella parte del corpo ancora tenuta in poca considerazione. Il sangue deve affluire, cosicché tutta la zona divenga più sensibile. Ogni tanto, una presa più salda sui glutei, qualche pizzicotto o uno schiaffetto leggero possono aiutare.

COME PROCEDERE

Durante questa pratica, osate passare la mano sull’ano e sfiorarlo tangenzialmente – ma solo tangenzialmente. Questo gesto è già tanto, per persone che percepiscono il proprio culo come un taboo e che ritengono invasivo e scandaloso un rapporto anale. Il timore di percepire sensazioni a livello anale ci assale perché è una parte che non viene mai stimolata e con cui abbiamo poca dimestichezza. Non siamo stati abbastanza educati ad amare, capire e rispettare il culo. Eppure, le parti meno stimolate son proprio quelle che danno più piacere e che, guarda caso, ci fanno più eccitare.

L’ano, infatti, non è solo quell’intoccabile e proibito punto del corpo di cui non vogliamo parlare, ma anche, e soprattutto, una zona di estremo godimento, ricca di terminazioni nervose. È così. Ma per capirlo, a volte ci vuole un lento e progressivo avvicinamento. Il corpo si deve abituare a sentire un certo tipo di sensazione mai provata, a non rifiutarla e a padroneggiarla. Se il corpo non sente dolore, prima o poi la coscienza si allenterà e il sistema di sicurezza della mente smetterà di difendersi e di avere paura dello sconosciuto.

Probabilmente, però, finché vi limitate a una leggera passata di mano, tutto andrà bene. Quindi, per un po’, andate avanti così. Successivamente, introducete un altro elemento: le fate leccare le vostre dita durante il rapporto e, di tanto in tanto, passate la mano lì. Da questo punto in poi, il feedback è fondamentale. Se vedete che si agita, la rassicurate: “Non te lo voglio infilare, se non vuoi.” Magari, invece, la reazione è positiva e allora potete continuare a massaggiare solo l’esterno dell’ano, senza comunque ancora infilare le dita.

COME TRANQUILLIZZARLA: L’IMPORTANZA DELLA COMUNICAZIONE VERBALE E NON VERBALE

Il letto non è di certo il luogo delle conferenze, ma su questo punto si può – e probabilmente si deve – parlare, onde evitare di prendere la gente alla sprovvista. Può essere molto utile dichiarare la non belligeranza da parte vostra nei confronti del suo culo. Se la donna pensa che le toccate il buco solo per poi sbatterglielo dentro alla prima occasione… le viene l’ansia. E se le viene l’ansia, non c’è più speranza. Si chiude il buco di dietro, si chiude il buco davanti e tanti saluti a tutti quanti.

Fatelo quindi passare come una cosa normale, ‘sto buchino. Lo introducete nella routine dei vostri preliminari e delle vostre pratiche. Per giorni, giorni e giorni. Non abbiate fretta, o dovrete ricominciare tutto da capo. Il culo va addomesticato, come la volpe del Piccolo Principe: ogni giorno un passetto in più. Ricordate che per fare aprire un ano, bisogna amarlo e farlo sentire amato e rispettato nei suoi tempi. Un altro fattore da tenere bene a mente è che, in questo primo stadio, l’ano non deve avere l’attenzione principale. Bisogna sempre distrarlo e fare anche qualcos’altro nel frattempo: per esempio, stimolare la clitoride, i capezzoli oppure essere nel bel mezzo dell’Atto d’Amore. Il culo deve… come dire… solo abituarsi a stare un po’ schiuso, ad aprirsi al mondo con socievolezza, perché per adesso è ancora un po’ timido.

IL TRUCCO

E ora… ecco il trucco. Dopo molti giorni passati a massaggiarle il sedere e l’ano, quando è diventata una cosa normale, smettete di farlo e vedete come reagisce. Fate un po’ i furbetti e giocate al rilancio. È molto probabile che vi chieda spiegazioni, o che faccia una battutina a riguardo. Oppure, nella migliore delle ipotesi, è possibile che vi prenda le mani e ve le metta lei stessa sul suo culo. Questo gesto è molto importante perché rompe la barriera e cambia completamente la prospettiva delle cose nella sua testa: non siete più voi a volerlo, ma lei. E se ne sta rendendo conto.

A questo punto, ci sono due strade. Se vi sentite spavaldi e vedete che lei desidera molto le vostre dita, potete tentare un approccio più forte: la guardate ben bene negli occhi e le infilate tutto il dito dentro, mentre gliela leccate, per esempio. Instaurate un gioco di complicità tra voi. E ricordatevi che bisogna sempre prestare ascolto alle esigenze della portatrice di ano. Se invece siete ancora un po’ titubanti e temete una reazione negativa da parte sua, allora vi consiglio un approccio più morbido. Fate quello che vi chiede lei, come prima: né più, né meno, per ancora qualche giorno. Quando il culo sembra non essere più un taboo per lei, potete tentare una leggera pressione. Chissà che questo ano non si apra senza troppo sforzo per accogliere una falange, o due falangi… o addirittura tutto il dito.

Quando i tempi sono maturi, si può passare alla fase successiva. Ma questa è un’altra storia. La tratteremo nel prossimo articolo. [LEGGI]

 

[Immagine di copertina, per gentile concessione dell’artista: Sophia Weisstub]

 

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