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EP. 2: L’INIZIO DEL COINQUILINAGGIO (PARTE 2). Mad e Milady.

Poi, una voce familiare mi raggiunge ovattata dall’altra parte, ma si sente che sta urlando: «Troie ma che cazzo fate? Son due ore che suono».
Ah, ma è Milady!
«APRIMIIIIII!»
«Scusa, bella».

Entra tutta trafelata, lanciando il casco sulla sedia del mio studiò: «Ho rischiato la vita in vespa con tutta questa pioggia. E ho pure dimenticato le chiavi di casa in ufficio, ma visto che diluviava non sono tornata a prenderle, tanto c’eravate voi. Dico io, ma si può sapere perché ci avete messo tanto. Per fortuna un buon uomo mi ha aperto il portone mentre entrava col cane. Frida c’è?»
«Sì, è di là che lavora. Ci stiamo facendo un bicchiere, ne vuoi uno anche tu?»
«No, grazie, sono stancona, vado a togliermi ‘sto tubino fradicio e mi faccio un bagno caldo. Ho avuto una giornata lunghissima, però oggi c’è stato il closing dell’operazione. È andato tutto liscio, mi prendo una serata tranquilla finalmente.»

Taaaaac. Mai dire così. Milady non è scaramantica, ma io sì.

«Capperi, mi sono proprio bagnata fino alle mutande, ma perché avete sempre il cellulare silenzioso voi due scoppiate? Vi ho pure chiamate.»
«Ma senti chi parla!»
Scoppiamo a ridere. La guardo mentre si strizza le punte dei capelli ondulati, resi ancora più mossi dall’umidità, e penso a quanto sia emozionante condividere questi momenti tutte insieme, la sera, tornate a casa. E so che anche Milady sta pensando la stessa cosa, mentre cerca di scollarsi dai piedi gli stivali zuppi.
«Ah. Adesso che mi viene in mente… Lo sai che c’è un tipo appostato qua sotto.»
«No, non lo so. No, dai non è vero: lo so. È che non so chi sia.»
«Ma cosa fa? Ti sta aspettando?» Poi guarda la mia tuta e capisce che è impossibile che io stia uscendo. «Non ho capito, Mad: perché sta lì come un balengo a prendere la pioggia? Spera che tu gli appaia come la Mad-onna?» Ride da sola scrollando un po’ la testa. «Ciao vado a farmi il bagno».

Ci penso un secondo e le chiedo: «Scusa, ma tu quante volte hai suonato?»
«Ehm…Una».
«E allora cosa fai ‘ste scene!»
«Ma così, per rompervi un po’ le balle» mi dice mentre si tira giù la cerniera sul davanti. Le escono due tette meravigliose. Ti vien voglia di toccargliele tutto il giorno da quanto sono perfette. Son talmente sode e toniche che se ti tira una tettata, ti gira la testa dall’altra parte. E se non te la tira, ti gira la testa comunque.

Torno in cucina e le verso un calice: non si sa mai. Dunque, l’appostato ha suonato solo una volta… Che ammuffisca lì in santa pace allora.
Guardo il cellulare: in effetti ci sono un paio di chiamate di Milady e cinque chiamate di…Alma? Oddio, che succede? Una chiamata sola sta per “ciao, volevo farti un salutino”, due per “richiamami quando vedi”, tre per “emergenza”, ma cinque chiamate…

«Fri, controlla se ti ha chiamato Alma».
«Sì, adesso guardo, devo finire una cosa».
«No, subito. Mi ha telefonato cento volte, deve esserle successo qualcosa».
«Dov’è l’altra cretina? L’ho sentita sbraitare».
«É di là che si fa un bagno e adesso le porto un aperitivino».
«Sì, Alma ha chiamato anche me. Richiamala tu, per piacere, così finisco qui».
Va bene.

Mi risponde al primo squillo. «Ehi, Al». Dall’altra parte solo singhiozzi. Eccoci qua, lo sapevo.
«Mad, sto venendo via da casa di Simone. Non ce la faccio più, odio vivere qua con lui. È finita. Sto venendo da voi, prendo la macchina e tra poco vi citofono».
«No ciccia, con quel che sta venendo giù e nello stato in cui sei non ti mettere in macchina. Ti vengo a prendere io».
«Sicura?»
«Ma sei scema. Certo. Arrivo». Nell’istante in cui butto giù, mi ricordo dell’appostato. Mannaggia, non posso uscire.
«Fri, da quel che ho capito Alma ha fatto le valigie e se ne sta andando da quella topaia».
«Era ora».

Vado in camera da Milady, busso al suo bagno. «Emergenza. Bisogna andare a prendere Alma».
«E cosa vuoi da me?»
«Io devo finire le correzioni, tu hai la serata libera, l’hai detto prima». E le porgo il suo calice. Magari la convinco.
«Ti sembra che io sia libera?» dice con un sorrisetto beffardo facendo emergere dalle bolle una gamba a mo’ di ballerina.
«Eddai, c’è l’appostato! L’hai visto anche tu! Non so chi sia, magari è un maniaco e mi bracca!»
«Ma piantala. Era un moccioso, probabilmente è un tuo allievo innamorato di te».
«Ah. Ah. Ah. Divertente. Dai Mi, non posso farmi vedere! Non farti pregare».
«E tu non usare l’appostato come scusa, come se te ne fregasse qualcosa di quel povero cristo, pigra che non sei altro! To’ usa questa» E mi lancia la sua felpona gigante, mollata lì ai piedi della vasca. Molto arguta oltre che figa spaziale.
«Copriti» e mi restituisce il calice pieno. Lo vuoto d’un sol colpo, infilo la felpa e mi tiro dietro la porta.
milady_mad_vasca_sex_and_the_selfies_filosofiga[Disegno di Clarissa]

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Questo è il primo episodio di SEX AND THE SELFIES, la serie illustrata a puntate di Filosofiga, che racconta le storie piccanti e divertenti delle Selfies, quattro coinquiline disinibite e irriverenti. Ti sei persa la prima parte dell’episodio? COMINCIA DALL’INIZIO.
Incontra la protagonista e voce narrante Maddalena, che coi suoi cappellini fa girare parecchio la testa (e le palle) a tutti!

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