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EP. 8: CENA TETTE AL VENTO (PARTE 2). Non hai indovinato chi viene a cena.

«Mad, aspetti qualcuno?» chiede preoccupata Milady.
«Oh, ma perché dovete sempre supporre che sia per me? Ce li avete anche voi altri amici, o sono l’unica ad avere una vita sociale?»
«Certo, ma noi avvisiamo prima di invitarli.»
«Senti, se suonano senza essere invitati non è mica colpa mia. Come faccio ad avvisarvi se non ho invitato nessuno».
«Guarda caso, però, sono sempre i tuoi cappellini a citofonare senza preavviso» rincara Frida.
«Sei gelosa, brutta rinsecchita?»
«E tu ti sei accorta che siamo nude?» ribadisce Milady, «È la nostra serata: no bellimbusti allowed
«È vero, ma questa sorpresa vi piacerà.»
«Ma che troia! L’avevo detto io che era per te!» urla Frida facendo oscillare pericolosamente il calice.
Faccio la linguaccia. «Non è per me: è per tutte. Soprattutto per Al.»

«Giuro che se hai chiamato uno spogliarellista ti ammazzo.» dice Alma.
«Ma va, non sono così trash».
«Spero sia un cuoco bono a domicilio, non ho voglia di cucinare» dice Frida.
«Ma se non stai facendo niente!» la rimbecca Milady.
«Come no! Vi intrattengo. Se fosse per me, starei in camera a grattarmi».
«Alt, alt. Ve lo dico, non vi agitate: è Jaykill.»

Frida erompe in un gridolino euforico per niente da lei, ma quando si tratta di Jaykill è incontenibile: siamo amici per la pelle fin da ragazzini, noi tre. Alma e Milady, invece, non lo conoscono bene perché non venivano al mare con noi.
«Beh, se è Jaykill allora possiamo anche rimanere così. Non si sconvolgerà per quattro paia di tette.» dice Frida ridendo.
«Fri, i tuoi ombrellini, si sa, non sono un bello spettacolo, e quelle di Mad sono di dominio pubblico; ma per quanto riguarda le mie, vorrei che mantenessero la privacy duramente sudata in questi anni» dice Milady facendoci cenno di seguirla in ingresso dove ci sono i mucchietti di vestiti per terra. Io e Frida rimaniamo così, spuppettate; Milady e Alma invece si infilano almeno il pezzo di sopra.

Schiaccio velocemente tutti i pulsanti del citofono, troppo ansiosa di abbracciare il mio migliore amico. Spalanco la porta e resto lì col fiato sospeso insieme alle altre.
«Pss… Al», dico sottovoce ad Alma mentre guardiamo fuori, «l’ho invitato qua per un paio di giorni, così ci mette la punta dell’albero di Natale. La tradizione vuole che sia l’uomo di casa a farlo. Avrei chiesto a Simone, ma purtroppo…». Le faccio l’occhiolino e le tiro anche una gomitata nel fianco. Invece di rispondermi, lei si limita a togliere le bucce di patata rimaste incastrate nelle sue mutandine e a infilarmele dispettosa in un enorme cappello appeso lì.

Passi sul pianerottolo. Io riconosco tutte le andature dei miei amici e questa non sembra affatto quella baldanzosa di Jaykill.
Occazzo non è lui. Prima di riuscire a dirlo alle altre, sbuca Ben.
Milady e Alma si lanciano dietro il cartongesso della camera di Alma, che per fortuna è in una posizione strategica. Io afferro il cappello con le bucce di patata e mi copro sul davanti. Frida invece scoppia a ridere e si accascia sul pavimento: non ce la fa proprio a contenersi quando ci sono scene del genere.

«Ben… Ben! Caro. Cosa ci fai qui?» gli chiedo con un tono di voce un tantino troppo acuto, uscendo sul pianerottolo in mutande.
«Ehm…» si fa avanti tutto rosso. «L’altra sera hai lasciato questo in macchina. Ho cercato di dirtelo ma non hai mai risposto alle mie chiamate.» e mi porge un berretto arancione.
«I messaggi non vanno più di moda?»
«Ehm… no… cioè, sì.» fa lui grattandosi la testa e distogliendo lo sguardo da una buccia di patata che dal cappello mi sta scivolando lungo la pancia.
«Tieni». Mi lancia il berretto in faccia e scappa via tutto imbarazzato. Odio quando i miei cappelli finiscono a terra.
«Ben, aspetta un secondo.» Raccolgo il berretto e me lo piazzo in testa, seguo Ben nel corridoio e gli stampo un bacio in bocca. Poi mi giro e torno zompettando in casa, lasciandolo lì ciondolante. Mi stupisco che i vicini non aprano mai la porta in questi momenti. Peccato. Frida è ancora piegata dal ridere. Probabilmente si eccita al pensiero di essere vista nuda dagli estranei. Le altre due si sono ricomposte.

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«Fri, non c’è un cazzo da ridere! Uno sconosciuto poteva vedere le mie grazie!» sbraita Milady coi capelli da leonessa ancora ritti e le Boombastics ormai al sicuro.

«Eddai, abbiamo appeso apposta la targhetta:

Quando entrate salutate, quando uscite fatevi i cazzi vostri.

La prima parte l’ha fatta, vedrai che farà anche la seconda: è un bravo bambino ubbidiente.»

«Cosa gli hai detto, Mad? Non si sentiva niente.» mi chiede Alma.
«Al, non si sentiva niente perché non gli ha detto niente. Conoscendola, avrà fatto la povera troia e gli avrà dato un bacio. Non è così?» risponde impudentemente Frida al posto mio.
«Già» dico mettendomi i due cappelli l’uno sopra l’altro (cazzo, le bucce!) e facendo un inchino, «ma solo a stampo. Un colpo al cerchio, un colpo alla botte. Altrimenti, come recupero i miei cappelli lasciati in giro? Adesso ho adottato la strategia di dar loro un contentino ogni tanto. Così portano indietro l’osso. Sapete quante cose hanno i miei amanti che non rivedrò mai più? Ahimé.»

«Sì, come i miei libri con glosse a margine. Che disdetta!» Frida si porta teatralmente la mano alla testa.
«Fri, non devi prestare i libri a Maddalena: quelli non li vedi più di sicuro, con tutti gli pseudo-intellettuali squattrinati che si fa.» le ricorda Milady.
«La gente che non restituisce i libri merita di bruciare all’inferno».
Si dà il caso che Frida non creda all’inferno.
«Anche la gente che non restituisce i cani.»
«Per l’ultima volta, Al: Cosimo è di Simone
«Ma sì, scherzavo!»
«Io preferisco incontrare in giro ragazze che indossano evidentemente i miei vestiti dimenticati e ri-regalati, piuttosto che andare a reclamarli dai miei ex. Non capisco tu che voglia c’abbia, Mad.» dice ancora un po’ seccata Milady.

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[Disegni di Anna]

«A me non costa nessuna fatica: come vedi i cappellini arrivano direttamente alla porta di casa.»
«Beh, a noi un po’ di fatica costa: guardaci!»
«È stato divertente, ammettilo! Se non ci fossi io, questa casa sarebbe un mortorio! »
«A me ogni tanto un po’ di tranquillità non dispiacerebbe. L’hai dimenticato apposta, il cappello, dì la verità: sapevi che te l’avrebbe riportato.»
«Scherzi? Sono indizi pericolosi. Non mi posso tradire così.»

Milady ci pensa su un secondo, mentre s’infila anche il pezzo di sotto – non si sa mai! – e mi dice: «Perché riduci gli uomini sempre in codesto stato di prostrazione?»
«In totale franchezza, Mi» interviene Frida, «Non credo che Maddalena abbia alcunché da rimproverarsi: fanno tutto da soli, senza essere interpellati. E si beccano pure un bacio. Io mi leccherei le dita se fossi in loro, Maddalena è fin troppo brava. Se hanno così voglia di essere umiliati, Mad, perché non li sculacci un po’?»
«Lo faccio, lo faccio, non temere: un bacetto al musetto, un buffetto al culetto.»
«La nuova versione di “osso-carota” di Maddalena» ride Frida.

Suonano di nuovo al citofono.
«E infine ci salvò ancora il suono inesorabile del citofono!» sbuffa Milady, «Too much information. Mad, ‘sta volta rispondi per la miseria!»
«Chiaro, chiaro: rilassati. Chi è?»
«Quel figo di Jaykill. Parlo con la più sexy del pianeta?»
«Ahahahah, sali idiota.»

Si dia inizio alle danze!

FINE DELL’EPISODIO.

LEGGI L’EPISODIO SUCCESSIVO.

Non conosci i personaggi, né l’inizio della storia?

Fai la conoscenza di MADDALENA, la nostra sexy Cappellaia matta, e delle altre Selfies nel PRIMO EPISODIO della serie a puntate. Per sapere tutti i segreti di Maddalena, Jaykill e le Selfies segui la serie a puntate SEX AND THE SELFIESOGNI GIOVEDÌ su Filosofiga.

Scopri le altre due sezioni di Filosofiga:

Tutti gli Episodi di Sex & The Selfies
 

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